È stato inaugurato oggi al Ccr Erlive, il nuovo laboratorio europeo
per le misure delle emissioni da industria e da veicoli. Presenti il commissario europeo
per la ricerca Philippe Busquin e il ministro italiano per l'università e per la
ricerca Ortensio Zecchino a sottolineare il rilancio del centro nel panorama della
ricerca europea. «È necessario uno sforzo collettivo -ha detto
il commissario Busquin- affinché l'Europa diventi un polo di attrazione per la ricerca,
per questo occorre ottimizzare gli sforzi e creare delle sinergie fra i diversi centri di
ricerca europei, in quest'ambito il merito di Allgeier (direttore generale del Ccr) quello
di avere chiarito lo la missione del centro italiano».
Sostegno
all'attività del centro è stato espresso dal ministro italiano Zecchino «Ispra può
aspirare ad assumere funzioni nuove -queste le parole del ministro-, come realtà di
ricerca all'avanguardia.» «Siamo molto interessati -continua- alle attività che qui si
svolgono e a questa iniziativa che si colloca nella prospettiva del rilancio della ricerca
che noi, governo italiano appoggiamo.» « Stiamo dedicando molto alla ricerca con le
normative e modificando gli enti di ricerca come il Cnr e l'Enea e anche dal punto di
vista delle risorse, occorre -conclude il ministro- una sensibilizzazione generale,
nel nostro paese parliamo sempre di questo argomento, ma ogni volta emergono nuove
emergenze.»
Inevitabile nell'ambito della conferenza stampa che ha
avuto come tema conduttore il rilancio della ricerca non parlare degli At3, gli ex-ricercatori ed ex-tecnici con contratti a tre anni non rinnovabili che
dal gennaio di quest'anno hanno intrapreso una serie di agitazioni per il rinnovo dei
rapporti di lavoro. Ieri, in occasione dell'arrivo di Busquin e oggi per Zecchino hanno
infatti distribuito volantini all'entrata del centro.
«Capisco che bisogna garantire lo statuto sociale di questi
ricercatori -ha affermato a questo proposito Busquin- quando si vuole aspirare alla punta
della ricerca serve si un personale fisso e qui ci sono 67 persone fisse, ma serve anche
personale mobile.» «Queste persone non sono state lasciate a se stesse, lavorando qui
hanno conquistato la porta di ingresso nel mondo della ricerca e -ha concluso- la
flessibilità all'interno dell'Europa costituisce un plus valore, è necessario lo scambio
di ricercatori, bisogna saper attirare i giovani verso i centri europei».
Sulla medesima questione Zecchino ha aggiunto «La flessibilità è
un dato positivo, credo che questo sia l'approccio più concreto al rilancio della
ricerca, perché in questo contesto i ricercatori possono trovare ampio respiro».
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