| Livelli
di ozono molto elevati, inquinamento da benzene nella norma, questi i principali risultati
della campagna di monitoraggio sulla qualità dell'aria condotta dal Ccr di Ispra
sull'aria di Sesto Calende. I primi risultati della
campagna estiva sono stati infatti resi pubblici ieri sera in un incontro presso la sala
consiliare, nella relazione esposta da Emile De Saeger dell'Istituto dell'ambiente del
centro di ricerca, incaricato dal comune anche per una futura campagna invernale. Sugli
elevati livelli di ozono riscontrati dai rilevamenti, De Saeger afferma che «il problema
non è solo di questo comune, è un problema a livello continentale».
I livelli più elevati di inquinanti sono stati riscontrati
in prossimità del maggior afflusso veicolare, sul sempione, soprattutto in
prossimità dell'autostrada, ma nel complesso i valori rientrano, per quanto riguarda il
benzene nella norma, mentre per l'ozono i risultati per Sesto non discostano da altre
città come Varese, a dimostrare che il problema non è locale.
Per condurre la ricerca il Ccr si è avvalso di postazioni
fisse. È il metodo del "diffusing sampling", attraverso cui sono state
dislocate, per una settimana, in sette differenti zone del territorio sestese dei
campionatori passivi. In tal modo è stato possibile registrare le differenze da una zona
all'altra, arrivando alla conclusione che ove il traffico veicolare è più intenso, più
elevati sono i valori di inquinanti atmosferici.
Un'unità mobile per le misure in tempo reale è stata
invece collocata sulla strada del sempione all'altezza dell'asilo Bassetti. I rilevamenti
hanno coperto l'arco di una giornata rendendo possibile registrare i picchi più elevati
di concentrazioni inquinanti nelle ore serali e verso le sette di mattina.
I risultati della campagna estiva dovranno poi essere
comparati con una seconda tranche di rilevamenti che si effettueranno per tre mesi
invernali a partire da gennaio.
A chi ieri sera si aspettava una approfondita analisi sulle
cause e gli effetti non è stato certo soddisfatto e neppure chi si attendeva una ricerca
dagli esiti meno scontati, ma che si incentrasse anche sui nuovi inquinanti, come quelli
derivanti dalle marmitte catalitiche, è rimasto deluso.
«In futuro la ricerca potrà riguardare anche i moderni
inquinanti, -ha replicato De Saeger- ma per il momento non esistono neppure i
parametri su cui valutare poi la ricerca.» «In questo ambito l'obiettivo dell'intervento
non riguardava i nuovi inquinanti e neppure gli effetti di Malpensa ». E a proposito del
vicino scalo aeroportuale il relatore ha concluso che «Malpensa se ha effetti, non li ha
a livello locale.» «L'unico effetto diretto a livello locale è conseguenza del traffico
da e verso l'aeroporto».
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