Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 12.54.28
Giorno
04/06/07
Varese -  Radio Missione Francescana da dieci anni trasmette dalla sede dei frati di viale Borri. Musiche e preghiere nel palinsesto
A tempo di musica si parla di fede

interno.jpg (10266 byte)Si fa musica e preghiera, dibattiti e riflessioni, messe e informazione. Il luogo incute timore reverenziale. E' il convento dei frati francescani di viale Borri. Qui, al secondo piano entrando dal retro, vive Radio Missione Francescana, un'emittente entrata nel mondo dell'etere nel 1990, con l'avvento della "Legge Mammì". Cuore, anima e mente è don Gianni, il fondatore, colui che nel 1986 si mise alla guida di una postazione mobile e per 4 anni girò la regione, portando con sè l'indispensabile per fare la "radio itinerante", in mezzo alla gente, per saggiarne gli umori, per conoscerla e condividerne i sentimenti. "Quella - ricorda con una punta di nostalgia don Gianni- era la vera radio, qualcosa che arrivava alla gente perchè parlava della gente. Noi eravamo in mezzo a loro per testimoniare, a chi ci ascoltava, la genuinità della vita quotidiana."

La legge Mammì, però, ha cambiato il percorso di questofrate.jpg (8978 byte) camper. "Era l'inizio di agosto - ricorda don Gianni - tutti erano al mare. Quella normativa ci arrivò come un fulmine a ciel sereno. Io presi la palla al balzo: era un peccato sprecare tanta esperienza. Mi rivolsi ai miei superiori e ci buttammo. Se avessi saputo allora cosa avrebbe voluto dire, forse sarei rimasto sul mio bel camper..."

7 ore di programmazione quotidiana. 60 volontari che si danno il cambio. "Sono pochissimi - chiarisce don Gianni - per fare un buon prodotto. Ho voluto che ogni rubrica venisse gestita da almeno tre persone: se uno si ammala, o si assenta, non si rimane scoperti. E poi c'è la parte tecnica. Ogni gruppo deve essere autosufficiente. Il nostro tallone d'achille è l'informazione locale: ci vorrebbe un investimento maggiore di uomini e  tempo. Ogni tanto qualcuno si presenta: cerchiamo di instradarlo con un mese di tirocinio a base di mini lezioni di giornalismo ma poi l'impegno è davvero gravoso, e così l'entusiasmo finisce per scemare. Noi, comunque, siamo aperti ad ogni collaborazione. Se uno si presenta con un'idea, noi gli diamo l'infarinatura di base sul mezzo, poi sta a lui provare, fare dei numeri zero finchè è pronto al salto nell'etere."

consol.jpg (11880 byte)Nelle ore di connessione ad altri media, sulle frequenze di radio Missione francescana si può ascoltare la programmazione di circuito Marconi, il net work della "Cei" o i notiziari di Radio Vaticana.

L'argomeno economico è l'altra nota dolente di quest'attività. "I nostri conti sono sempre in rosso - spiega don Gianni - viviamo con le sovvenzioni private, ma non sono abbondanti. Anzi. Abbiamo un pochino di pubblicità, circa il 3% delle programmazione. Quindi mi ritrovo spesso a batter cassa dai miei superiori. Finchè mi finanziano, si va avanti..."

La radio conta oggi su un pubblico di affezionati. "Non sono tanti in termini assoluti: 14 mila ogni giorno, circa 23 mila alla settimana - rivela don Gianni - per noi sono un risultato più che soddisfacente, visto che copriamo solo l'area della provincia varesina. Certo quando ero sul campo avevo uno "share" del 70%..."

Piccoli numeri al confronto della principale rivale "Radio Maria" che trasmette dalla vicina Erba. "La loro - spiega - è stata una scelta diversa. Radio Maria tende ad un'evangelizzazione diretta: prediche come in chiesa, preghiere e riflessioni. E' un target  preciso: chi già crede. L'età è medio alta, mancano i ragazzi. Noi, invece, cerchiamo di arrivare diluedno i contenuti, abbinando religione e musica, preghiere e svago. Pensiamo che, così facendo, ci rivolgiamo a tutto il pubblico indistintamente."

Don Gianni ha appeso ormai da tempo il "microfono al chiodo": " Sono sommerso dalla burocrazia - dice - ci sono riunioni, e incontri, e programmazioni, e...... poi ho il sito internet : www.comunicare.it/rmf/welcome.htm. Ma non mi dispiace, per la verità. Non sento emozioni a rimanere isolato in uno studio per trasmettere. Se potessi andare fuori.... Forse, un giorno: la nostra programmazione è attualmente in una fase di passaggio. Può darsi che, prossimamente, si tornerà in mezzo alla gente, con il mio camper, che è ancora parcheggiato qui sotto, per parlare con le persone, raccontare le loro storie e le loro vite. Quella sì che è radio..........."

                                                           Alessandra Toni  

Torna all'inizio dell'articolo