| Dopo
gli edili, la Confartigianato ha raggiunto anche l'accordo per il contratto collettivo
nazionale di lavoro per le imprese artigiane dei settori della chimica (gomma plastica e
vetro). L'intesa, sottoscritta dalle organizzazioni
artigiane e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, interessa in provincia di Varese
oltre 700 aziende per 2500 lavoratori e ha una durata di 5 anni sia nella parte normativa
sia in quella economica e scadrà il 30 settembre del 2004. Tra le novità introdotte l'adeguamento alla normativa 196/97
sull'apprendistato, una migliore flessibilità nell'organizzazione del lavoro con
l'introduzione di una "banca ore" e gestione dei regimi di orario. In busta paga
i lavoratori si troveranno, a regime, un aumento di 179.000 (IV livello) con decorrenza
della prima tranche al 1° ottobre 2000 di lire 53.000; mentre verrà erogata una somma
"una tantum" di lire 500.000 a tutti i dipendenti in forza all'11 ottobre 2000.
Il capogruppo del settore materie plastiche
dell'Associazione artigiani Mauro Lafranconi, che ha fatto parte della delegazione
firmataria dell'ipotesi di accordo, esprime soddisfazione «Adesso non vi è più nessun
ostacolo affinché si possa aprire un confronto costruttivo e sostanziale congiuntamente
con i sindacati dei lavoratori nei confronti del governo, dell'autorità per l'Energia e
dell'Enel circa l'esigenza di rivedere il costo delle tariffe elettriche il quale ha
ripercussioni rilevanti sui costi aziendali. Importante è anche l'impegno di rivedersi
entro il 30 settembre per esaminare le materie concernenti: ambiente e sicurezza sul
lavoro, normative sui congedi parentali e sugli infortuni sul lavoro».
Sulla stessa linea anche il segretario dell'Associazione
artigiani Marino Bergamaschi «Dopo il rinnovo del contratto per l'edilizia e ora con
quello del settore chimico si conferma il carattere costruttivo della disdetta del sistema
contrattuale presentata da Confartigianato lo scorso 16 maggio. Mantenendo fede agli
impegni assunti con le parti, si è sgombrato il campo dai possibili malintesi sugli
obiettivi che sono alla base della disdetta contrattuale». Il mondo dell'artigianato e
delle piccole imprese vuole dunque un nuovo modello contrattuale, basato sulla
contrattazione territoriale. sottolinea Bergamaschi «L'artigianato intende concertare un
nuovo modello di contrattazione, più funzionale alla realtà territoriale e alle
prospettive economiche delle piccole imprese impegnate nella competizione interna e
internazionale. Ora ci aspettiamo un rapido segnale da parte di Cgil, Cisl e Uil per
rilanciare, anche su base territoriale, le relazioni sindacali e costruire insieme un
nuovo modello basato sui principi della sussidiarietà e del federalismo, che esalti il
ruolo delle parti come agenti di sviluppo locale. Un modo concreto per dare nuove e
positive risposte alle aspettative dei lavoratori e delle imprese».
|