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Varese-laghi
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Ore 12.54.33
Giorno
04/06/07
Varese - Gli impianti di risanamento del lago sono entrati in azione. In un mese e mezzo è stata estratta una tonnellata di fosforo
Iniziata la depurazione del lago

A un mese e mezzo dall'entrata in funzione degli impianti per il risanamento attivo del lago di Varese, sono già più di 1.000 i chilogrammi di fosforo estratti dal bacino attraverso il pompaggio in superficie delle acque più profonde e più povere di ossigeno. 
I dispositivi di aspirazione sono posti a 25 metri di profondità e raccolgono acque da tre punti distinti attraverso tubazioni del diametro di 50 centimetri e lunghe ciascuna poco più di 300 metri. Queste tre tubazioni si ricongiungono poi in una sola condotta dal diametro di 100 centimetri, e lunga millecinquecento metri, che convoglia le acque alla vasca di aerazione collocata a riva, a fianco della chiusa del fiume Bardello, unico emissario del lago di Varese. La portata media del prelievo è di un metro cubo al secondo. Nel fiume sono successivamente immesse queste acque profonde, mescolandosi - e diluendosi - con quelle che normalmente escono in direzione del Lago Maggiore, dove il Bardello sfocia. Un tragitto studiato dagli esperti del Ccr di Ispra , che hanno elaborato il progetto, per alleggerire gradualmente il carico di fosforo del lago di Varese senza arrecare danno né al fiume né al lago Maggiore, dove il Bardello sfocia. L'unico problema avvertibile - per quanto circoscritto nel raggio di poche decine di metri dalla vasca di aerazione - è stato sin qui il caratteristico odore di idrogeno solforato, uova marce, che le acque più profonde portano in superficie, a ulteriore dimostrazione dello stato di salute precario delle stesse. Il prelievo delle acque è una delle due fasi del piano di risanamento attivo. Anche l'altra, che consiste nell'ossigenazione di vaste porzioni del bacino, è cominciata contestualmente alla prima. Le stazioni per l'insufflaggio, collocate a Cazzago Brabbia, Bodio Lomnago e Schiranna, hanno sino ad oggi già "soffiato" 20.000 chilogrammi di ossigeno nel lago, a profondità variabili tra i cinque e gli otto metri. Le aree da ossigenare sono raggiunte grazie ad un'ampia rete di tubazioni lunga complessivamente quasi dieci chilometri. Il sistema adottato permette di "spargere" l'ossigeno in maniera uniforme e, soprattutto, di farlo "assorbire" dall'acqua  Entrambe le fasi del piano, voluto dalla provincia di Varese, affidato per la gestione operativa alla Sogeiva, proseguiranno per tutto il periodo estivo dopodiché verranno effettuate le verifiche necessarie a valutare nel dettaglio i risultati ottenuti e a calibrare gli interventi per gli anni a venire. L'obiettivo finale è quello di raggiungere i parametri di equilibrio ambientale fissati dal Piano regionale di risanamento della acque che, per il Lago di Varese indicano, tra l'altro, una concentrazione di fosforo pari o inferiore ai 30 milligrammi per metro cubo d'acqua.

                                                         

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