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| Varese -
Il caso di Cremona non scuote Varese. La città non ha bisogno di spary irritanti.
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| Per combattere la
microcriminalità sufficienti i vigili di quartiere |
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Varese è una città tranquilla, l'esperienza di vigili di quartiere è
attualmente sufficiente per rispondere all'esigenza di sicurezza dei cittadini. A Palazzo
Estense la decisione di Cremona di dotare i propri vigili di spray irritante è lontana
anni luce. A parte il drammatico eccidio di Induno Olona, il capoluogo non ha conosciuto,
fino ad oggi, episodi criminali gravi. Certo, anche la città giardino condivide
l'esigenza, emersa nel corso del summit al Pirellone tra il presidente della regione
Roberto Formigoni e i comandanti dei corpi di polizia locale, di dotare gli agenti di
mezzi diversi dalla mani nude o dalle pistole. Durante la riunione si è discusso proprio
dei metodi alternativi . Tra i tanti, sembra prevalere la simpatia per le telecamere a
circuito chiuso e per il cosidetto manganello telescopico. Palazzo Estense ha appena approvato uno stanziamento di 270
milioni per installare videocamere in punti nevralgici della citta' , più esposti al "rischio scippi": piazza Monte Grappa, corso
Matteotti, il centro storico in generale e i sottopassaggi. Quanto alla tutela della
privacy, esistono escamotage per superare il divieto: come le riprese che sfocano il
volto, le quali mantengono l'anonimato ma permettono l'immediata conoscenza del fatto
criminale. Le telecamere servirebbero, inoltre, al traffico, per conoscere in tempo reale
problemi e ingorghi. Un altro mezzo su cui Varese sta puntando l'attenzione è il
manganello telescopico; una specie di paletta con un faro fendinebbia che torna utile per
regolare il traffico e in caso di difesa personale.
Dalla segreteria del Sindaco fanno comunque sapere che al di là degli strumenti,
occorrerebbe più personale. Attualmente l'operazione "Varese sicura" è
condotta dai vigili urbani, personale distolto dal compito di garante del codice della
strada e surrogato dai cosidetti "ausiliari del traffico".
Magari potrà essere proprio questo il punto nevralgico del piano che il comune dovrà
presentare ora al Pirellone così da beneficiare di parte dei 13,5 miliardi a disposizione
per adeguare le strutture di sicurezza.
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Alessandra
Toni
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