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Ore 12.54.40
Giorno
04/06/07
Varese - Si è spento Salvatore Prati Lucca un cittadino illustre, uno dei ragazzi del '98
Era uno degli ultimi Cavalieri di Vittorio Veneto

Certe vite varrebbe la pena di raccontarle per il solo fatto che sono state vissute, se poi sono state vissute con saggezza, allora diventano anche un monito e un esempio per le nuove generazioni. Così è stata la vita di Salvatore Prati Lucca, un ragazzo del 1898, che si è spento nei giorni scorsi nella sua abitazione di Varese. Un cittadino illustre, uno degli ultimi Cavalieri di Vittorio Veneto. L'eccezionalità di quest'uomo non è stata certo il fatto di essere centenario, ma di avere vissuto un secolo intenso di avvenimenti, e di averli vissuti da protagonista positivo, sempre con un sguardo rivolto al futuro, fino all'ultimo giorno. Viveva con discrezione, senza clamore, eppure era un uomo che, per i nobili natali e per gli avvenimenti storici di cui era stato protagonista, di cose da raccontare ne aveva molte.

Salvatore Prati Lucca era originario di Piacenza, apparteneva ad uno dei casati nobili di quella città. Il nonno Gaetano era notaio a Piacenza, suo padre Luigi sposò Carolina  Lucca,  proveniente da una famiglia piacentina di spicco, il padre di lei era infatti apprezzato amministratore della Città e deputato alla Camera per alcune legislature.
Salvatore Prati Lucca venne chiamato giovanissimo alle armi, partecipò come ufficiale di artiglieria al primo conflitto mondiale, combattendo  sul Montello e lungo il Piave. 
Alla fine del conflitto, dopo aver conseguito la laurea  in giurisprudenza all'università di Roma, si occupò  della conduzione agricola dei beni di famiglia.
Insieme al fratello Gaetano fu tra i primi in Italia a portare innovazioni in campo agricolo, che in futuro si rivelarono vincenti, come gli impianti di irrigazione a pioggia. 
Al palazzo di via Sopramuro, nella residenza di famiglia, erano di casa personaggi illustri, come il piacentino Giuseppe Manfredi presidente del Senato e il noto Architetto Manfredo Manfredi.

Durante la Seconda guerra mondiale Salvatore Prati Lucca si trasferì in Francia prima a Lione, dove sposò la contessa Emilia Dobrski, e poi a Parigi. Qui  svolse attività di  consulenza legale, curando gli interessi degli italiani emigrati, d'intesa con il consolato italiano e successivamente fece parte della commissione d'armistizio Franco-italiana. Assunse le funzioni consolari a Lione in un periodo delicatissimo dove le esigenze umanitarie erano più pressanti di quelle politiche.

Dopo la guerra ritornò in Italia. Svolse attività di consulenza legale, si stabilì con i tre figli e la moglie a Varese, dove ha vissuto fino ad oggi. Amava il suo paese e fino all'ultimo non ha mai smesso di occuparsene, con la stessa tensione etica e morale che aveva caratterizzato gli anni della gioventù. 
Se ne è andato con la serenità che ha contraddistinto tutta la sua vita. 
Che lieve le sia quest'ultimo viaggio, "signor Toe".

La cerimonia funebre si terrà martedì diciotto luglio alle ore 10.30 alla chiesa di Sant'Anna in Biumo Superiore

                                                     M.M.

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