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Ore 12.54.44
Giorno
04/06/07
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Varese -  Il pittore milanese scomparso ieri sera aveva dipinto ad Arcumeggia un affresco raffigurante corridori e ciclisti
Il segno lasciato da Sassu nel varesotto

Avrebbe inaugurato il 28 ottobre 2000 presso il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza una mostra dedicata alla sua produzione su ceramica e invece si è spento ieri sera nella sua casa di Majorca. Aligi Sassu, nato a Milano 88 anni fa, aveva scelto la Spagna come sua patria ma aveva mantenuto con l'Italia stretti rapporti, continuando a lavorare per committenti italiani.

Una lunga carriera nel mondo dell'arte: dal Futurismo al Gruppo Corrente, dalla Biennale di Venezia ai mosaici nella chiesa di Sant'Andrea a Pescara, un percorso artistico che anche nel varesotto aveva lasciato traccia.

Nella suggestiva galleria di affreschi all'aperto, che fa di Arcumeggia uno dei luoghi più particolari della nostra provincia, Aligi Sassu aveva dipinto "Corridori ciclisti"(nella foto) rielaborando un tema molto caro all'autore.

Proprio su questo tema ricordava "Da ragazzo correvo in bicicletta. Era la mia stagione eroica, adoravo il fruscio delle gomme leggere sull’asfalto, l’odore acre di fumo, di bagnato, di terra che assorbivo, la testa incassata nelle spalle, chino sul manubrio attraverso i paesi, le campagne, gli acciottolati sconnessi di volata. Le salite allora erano polverose ed estenuanti sotto il sole. Solo chi ha lungamente lottato sulle strade può comprenderne tutta la poesia."

Oltre a questo soggetto Sassu viene ricordato per la serie di cavalli sia in bronzo che su tela, già presente nelle scene di battaglie viene rappresentato in un contesto naturale dove non ha spazio alcuna presenza umana. Impegnato in un arte sociale non trascura una produzione di temi religiosi a partire con il primo esempio del 1929 con "L'ultima Cena", in cui l’aspirazione al moderno si esprime nei commensali riuniti attorno alla figura di Gesù, abbigliati secondo i dettami della moda contemporanea, e nel paesaggio che si percepisce al di là della stanza rappresentante la realtà urbana allora in piena evoluzione.

Per sua volontà il corpo verrà cremato e le ceneri verranno divise fra Milano, Maiorca e la Sardegna, tappe fondamentali della sua vita di uomo e di artista.

                                          Erika La Rosa 

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