Quando si arriva
in piazza Litta , nella castellanza di Biumo Superiore, quasi non la si nota. Il dubbio
sorge però osservando i muri che delimitano la piazza. Sono intonaci che sanno d'antico e
celano alla vista un vero gioiello dell'architettura settecentesca: Villa Menafoglio Litta
Panza.
È solo superando l'antico portone però che si puo' ammirare lo splendore degli
appartamenti e del parco secolare.
Il quindici settembre, dopo un lungo periodo di restauri, le sale settecentesche
saranno di nuovo aperte al grande pubblico. La Villa, che è stata donata nel 1996 dal
dottor Giuseppe Panza al Fai, ritornerà al suo antico splendore e sarà resa accessibile
in tutti i suoi spazi. Gli appassionati d'arte
contemporanea potranno ammirare visitando i rustici della villa le numerose opere della
collezione. La Villa tra gli anni settanta e gli anni novanta è stata la meta
preferita di molti artisti americani che qui hanno concepito e realizzato le loro opere.
Così aggirandosi tra i grandi ambienti della Villa sarà possibile ammirare opere
di Horn, Beckman, Sheltone Graham, Turrel e Simpson. Un nucleo di 133 opere, parte della
grande collezione Panza, che ne conta più di 1500. Un terzo di queste sono sparse nei
musei di tutto il mondo: da New York a Basilea, da Parigi a Madrid. La parte della
collezione che riguarda artisti della Pop-Art fino agli anni cinquanta è al Moca di
Los Angeles, mentre una parte di opere appartenente al filone minimal e concettuale sono
state prestate al Guggenheim di New York. A sua volta la Fondazione Solomon Guggenheim ha
dato in prestito permanente al museo varesino alcuni quadri che gli erano stati donati da
Giuseppe Panza. Inoltre nella dimora settecentesca sono esposte anche 21 sculture africane
e precolombiane e 200 oggetti di arredo dal XV al XIX secolo, e le ultime opere del
pittore ottocentesco Giovanni Segantini.
Se Villa Panza diventerà un punto di riferimento del turismo culturale internazionale
restano da definire pero' due questioni fondamentali: le strutture di ricezione e le
infrastrutture viabilistiche, che stante la situazione attuale non sembrano le più adatte
al caso.
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