Sono circa 500 all'anno e per quest'anno - il 2000, una data che evoca di per
sé il futuro e il progresso - saranno protagonisti della ventitreesima edizione della
Fiera di Varese, prevista nel consueto spazio espositivo della Schiranna.
Sono gli inventori, coloro che hanno depositato presso la Camera di Commercio di Varese
nuovi prodotti, design particolari, e soluzioni nuove. «Varese è ed è stata per
lungo tempo allapice italiano nel campo delle invenzioni soprattutto in campo
economico, invenzioni cioè strettamente legate alle aziende - ha spiegato il presidente
della Camera di Commercio Dario Guidali - In questi tempi di globalizzazione, Varese non
può però più stare adagiata su quello che è stata in grado di fare nel passato».
«È stata una scelta felice quella di aver dedicato una sezione dell'odierna edizione
della fiera alle invenzioni - commenta Claudio Marelli, presidente del comitato
organizzatore e assessore al commercio del Comune di Varese - non a caso questo è
avvenuto nel 2000, allinizio del nuovo millennio: un gesto simbolico per una fiera
rivolta al futuro».
Un futuro tutto commerciale visto che il primo successo della nuova edizione consiste
in un allargamento dello spazio espositivo (da 4000 a 4500 metri quadri) dovuto ad una
sempre più crescente richiesta da parte degli espositori, ingolositi dalle 80mila
presenze dell'anno scorso.
«Quest'anno siamo fieri di poter dire che non solo il numero delle richieste è
aumentato, e a oggi sono stati richiesti più di mille metri quadri in più di spazio, ma
che l'80% dei circa 200 espositori è di Varese - ha spiegato Mauro temperelli direttore
di promovarese e segretario generale camera di commercio - la rappresentanza locale è
quest'anno sensibilmente cresciuta"». Segno di un interesse vero delle aziende a
commerciare presentandosi direttamente ai cittadini. Una tendenza certamente da
assecondare: «Come amministrazione comunale abbiamo intenzione di far crescere la fiera
anche con altre aree - ha spiegato il sindaco di Varese Aldo Fumagalli- così da
trasformare lo spazio fieristico da uno spazio per una fiera saltuaria ad un vero
polo fieristico che possa fare da riferimento per altri avvenimenti di tipo sportivo,
turistico e culturale».