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Il piano industriale per la municipalizzata varesina al vaglio della giunta
Fumagalli. L'11 settembre la discussione in consiglio |
| Aspem: si scopre
il piano |
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E venne il giorno di Aspem. Stamattina l'assessore comunale alle finanze
Costantino Lazzari presenta alla giunta Fumagalli il suo piano industriale per la
municipalizzata. Il futuro è quello della privatizzazione anche se c'è riserbo assoluto
sulla via che verrà scelta dall'amministrazione cittadina. Lo scorso anno, l'assemblea
deliberò che l'azienda multiservizi rimanesse ben salda nelle mani del comune con la
maggioranza del 51% dell'azionariato e che non perdesse la propria fisionomia di
"pubblic utilities" per allearsi, inoltre, ad altre municipalizzate limitrofe,
vedi Agesp o Amsc. L'Aspem gestisce, infatti, i servizi di nettezza urbana, di
distribuzione del gas metano e dell'acqua : campi diversi sia per ritorni sia per utenti.
Al servizio acquedotto fanno capo attuamente 160 mila abitanti, con possibilità di futuri
allargamenti in provincia ma con la minaccia dell'ingresso di temibili concorrenti anche
esteri, la rete metanifera collega 90 mila abitanti, mentre la nettezza urbana serve circa
111 mila cittadini, un business che scatena più di un appetito. Servizi di dimensioni
diverse che, quindi, garantiscono introiti diversi. Per questo si era sottolineata, lo
scorso anno, la necessità che si mantenesse unità la società, per non costituire
aziende settoriali più piccole, più difficili da controllare e mantenere attaccate
alla capofila. Aspem è un patrimonio di rilevante valore, tale da scatenare molteplici
interessi. Nella delibera '99 si era disposto che la vendita non togliesse
all'amministrazione la maggioranza del capitale. Su quest'ultimo punto, però, il veto
sembra scricchiolare sotto l'insistenza di vari oppositori (vedi l'Unione
industriali) che vorrebbero un'alienazione più cospicua. Oggi, quindi, è il gran
giorno sapere se le direttive approvate allora saranno rispettate in sede di
privatizzazione. Il timore che qualcosa non fili liscio è legittimato dall'andamento
dell'ultimo anno di legislatura. Le delibere prese lo scorso anno in occasione della
presentazione del bilancio di Aspem sono state puntualmente disattese. Le previsioni sono
dunque incerte, anche perchè quest'anno Aspem non è mai comparsa nell'ordine del giorno
del consiglio comunale. A lamentare il fatto sono stati soprattutto i diessini. «C'è un
preciso articolo dello statuto di Aspem che prevede la discussione in aula del bilancio
alla presenza dell'amministratore delegato - dichiara il consigliere Dino De Simone - per
noi è l'unica occasione per parlare di tutti i problemi legati ai rifiuti, alle falde
acquifere, al riscaldamento». Fino ad oggi un'incomprensibile dimenticanza da parte del
presidente del consiglio Maroni ha ostacolato l'arrivo in aula di questo importante tema.
Tutto è rimandato, quindi, all'11 di settembre, quando a Palazzo Estense si parlerà di
privatizzazione. Chissà se in quella sede i consiglieri voteranno per esautorarsi
da ogni competenza in materia di "pubblic utilities". |
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Alessandra
Toni
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