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Ore 12.54.50
Giorno
04/06/07
Aspem: si scopre il piano

Le scelte su ASPEM

Le novità dell'Aspem sul tappeto al circolo di Belforte

AAA socio Aspem cercasi

Varese -  Il piano industriale per la municipalizzata varesina al vaglio della giunta Fumagalli. L'11 settembre la discussione in consiglio
Aspem: si scopre il piano

E venne il giorno di Aspem. Stamattina l'assessore comunale alle finanze Costantino Lazzari presenta alla giunta Fumagalli il suo piano industriale per la municipalizzata. Il futuro è quello della privatizzazione anche se c'è riserbo assoluto sulla via che verrà scelta dall'amministrazione cittadina. Lo scorso anno, l'assemblea deliberò che l'azienda multiservizi rimanesse ben salda nelle mani del comune con la maggioranza del 51% dell'azionariato e che non perdesse la propria fisionomia di "pubblic utilities" per allearsi, inoltre, ad altre municipalizzate limitrofe, vedi Agesp o Amsc. L'Aspem gestisce, infatti, i servizi di nettezza urbana, di distribuzione del gas metano e dell'acqua : campi diversi sia per ritorni sia per utenti. Al servizio acquedotto fanno capo attuamente 160 mila abitanti, con possibilità di futuri allargamenti in provincia ma con la minaccia dell'ingresso di temibili concorrenti anche esteri, la rete metanifera collega 90 mila abitanti, mentre la nettezza urbana serve circa 111 mila cittadini, un business che scatena più di un appetito. Servizi di dimensioni diverse che, quindi, garantiscono introiti diversi. Per questo si era sottolineata, lo scorso anno, la necessità che si mantenesse unità la società, per non costituire aziende settoriali più piccole, più difficili da controllare  e mantenere attaccate alla capofila. Aspem è un patrimonio di rilevante valore, tale da scatenare molteplici interessi. Nella delibera '99 si era disposto che la vendita non togliesse all'amministrazione la maggioranza del capitale. Su quest'ultimo punto, però, il veto sembra scricchiolare sotto   l'insistenza di vari oppositori (vedi l'Unione industriali) che vorrebbero un'alienazione più cospicua. Oggi, quindi, è il gran giorno  sapere se le direttive approvate allora saranno rispettate in sede di privatizzazione. Il timore che qualcosa non fili liscio è legittimato dall'andamento dell'ultimo anno di legislatura. Le delibere prese lo scorso anno in occasione della presentazione del bilancio di Aspem sono state puntualmente disattese. Le previsioni sono dunque incerte, anche perchè quest'anno Aspem non è mai comparsa nell'ordine del giorno del consiglio comunale. A lamentare il fatto sono stati soprattutto i diessini. «C'è un preciso articolo dello statuto di Aspem che prevede la discussione in aula del bilancio alla presenza dell'amministratore delegato - dichiara il consigliere Dino De Simone - per noi è l'unica occasione per parlare di tutti i problemi legati ai rifiuti, alle falde acquifere, al riscaldamento». Fino ad oggi un'incomprensibile dimenticanza da parte del presidente del consiglio Maroni ha ostacolato l'arrivo in aula di questo importante tema. Tutto è rimandato, quindi, all'11 di settembre, quando a Palazzo Estense si parlerà di privatizzazione. Chissà  se in quella sede i consiglieri voteranno per esautorarsi da ogni competenza in materia di "pubblic utilities".

                                               Alessandra Toni

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