Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 12.54.54
Giorno
04/06/07
Varese -  Le reazioni poltiche al piano industriale di Aspem. La qualità dei servizi, il destino delle maestranze e la concorrenza con i colossi del settore i punti delicati.
Aspem : in settembre sarà battaglia

gruppo.jpg (13823 byte)Per vincere la concorrenza, ASPEM dovrà essere ben gestita, disporre di adeguate risorse finanziarie, avere competenza specifica, essere innovativa e flessibile. Questa la motivazione di fondo che ha portato la giunta Fumagalli ad accettare la proposta dell'assessore Lazzari sul futuro della municipalizzata. In settembre, si legge in una nota della segreteria del sindaco, in consiglio comunale si discuterà, dunque, del piano di separare i servizi erogati (acqua, gas e igiene urbana) attribunendoli a società distaccate, dirette, a loro volta, da una holding, che avrà la funzione direttiva e di controllo. Un piano che ha colto di sorpresa alcuni consiglieri, convinti che la delibera approvata lo scorso anno in consiglio, in cui si decideva di non scorporare Aspem e di mantenere pubblico il 51% del capitale, dovesse essere rispettata.

«L'ipotesi della giunta - commenta Sandro Azzali capogruppo Ds in consiglio - nega i deliberati e gli indirizzi dati in consiglio dal '92 ad oggi. In   particolare in una votazione avvenuta all'unanimità da tutti i gruppi consiliari alla fine del '99, il consiglio aveva ribadito l'esigenza di non scorporare Aspem: Per noi Ds, il problema rimane quello di rafforzare Aspem, farne una risorsa territoriale, con l'ingresso di un numero sempre maggiore di enti locali, mantenendo l'unicità aziendale. Il rischio a cui si va incontro con la proposta dell'assessore Lazzari è la perdita di controllo sulle strategie e sulla qualità del servizio erogato.»
A chiarire il cambiamento di rotta, rispetto alla delibera di fine '99 è il capogruppo leghista Fabio Binelli :« Dallo scorso anno ci sono stati alcuni cambiamenti normativi soprattutto a livello europeo. Gli enti pubblici non possono più essere enti erogatori di servizi: devono  attribuire il servizio attraverso gare pubbliche. Il rischio che si vuole evitare è quello di uscire perdenti dalle gare davanti a colossi di ogni settore. Scorporando i servizi si possono cercare partner specializzati potenzialmente vincenti in una gara aperta a tutti.
Il piano dell'assessore Lazzari prevede una holding che manterrà il 30 o 40% del capitale di ogni singola partecipata, l'appalto metterà in gioco un'altra fetta del 30 o 40 per cento, il resto sarà destinato ad altri enti territoriali collegati. Non si dimentichi, inoltre, che la giunta vuole assegnare un'azione ad ogni utente, quindi, ad ogni cittadino che potrà partecipare attivamente alla vita dell'azienda. La scelta della giunta si può definire il male minore: c'è il rischio che lo scorporo indebolisca l'azienda   rendendola più appetibile; ma sul verso opposto, c'è il pericolo enorme che in gara d'appalto, la società non sia concorrenziale con il rischio di perdere ogni minima possibilità di gestire i servizi essenziali.
Compito importante della holding sarà quello di gestire tutti i servizi collegati delle partecipate, comprese le bollette. In questo modo si manterrà il rapporto diretto e di fiducia con il cittadino/cliente.»
« Dal punto di vista strutturale e societario - commenta il forzista Roberto Puricelli - è una delle proposte degne di attenzione.  Apprezziamo la correttezza dell'assessore Lazzari che è venuto direttamente a spiegarci le scelte: se anche in passato si fosse adottata questa politica.... L'unica nota negativa è che manca il piano strategico : se uno vuole partecipare alla gara deve poter conoscere cosa gli sarà chiesto.»
« Noi di Rifondazione - spiega Carlo Scardeoni - abbiamo sempre osteggiato la trasformazione in Spa della municipalizzata. La legge nazionale, però, ha imposto questa modifica anche alle piccole realtà come la nostra. Quindi è inutile che noi perseveriamo su questa strada. Per quanto riguarda la proposta della giunta, il mio primo pensiero va alle maestranze. L'ingresso di nuovi partner porterà inevitabilmente a tagli e sostituzioni tra i dipendenti. Si perderanno così professionalità e capacità conquistate in anni di lavoro. Un altro dubbio riguarda la "carta dei servizi" che dovrà regolare le attività delle controllate: si corre il rischio che tante belle regole poi non saranno rispettate perchè non si eserciterà il controllo.»

                                   Alessandra Toni

Torna all'inizio dell'articolo