| Riceviamo e pubblichiamo Ogni tanto qualche
sprazzo di vitalità scuote il torpore in cui sembra essersi adagiata questa città.
È il caso, ad esempio, proprio di questi giorni, della proposta formulata da alcuni
imprenditori privati in merito al recupero dell'ex seminario di Masnago ad uso ricettivo
previo consistente aumento della volumetria esistente. Ma ancora una volta la discussione
sembra essere partita con il piede sbagliato.
Alcuni gruppi hanno subito alzato le barricate a difesa delle
previsioni del Prg vigente, strumento che, nella loro concezione urbanistica, mantiene
ancora quei caratteri di rigidità e di immutabilità che lo hanno contraddistinto per
molto tempo. Eppure il dibattito culturale che in questi ultimi anni si è sviluppato ha
ampiamente dimostrato come, in questa fase storica in cui le situazioni, i mercati, le
esigenze socio-economiche evolvono a ritmi fino a poco tempo fa impensabili, anche lo
strumento principe della pianificazione territoriale deve acquisire le capacità e gli
strumenti per ridefinire e rimodulare, a fronte dell'emergere di nuove situazioni o
opportunità, gli obiettivi originari.
Tutte le leggi nel campo urbanistico promulgate ultimamente a
livello regionale (e non solo dalle regioni governate dalle forze della Casa delle
Libertà) vanno proprio in questa direzione. - Così come si è andata velocemente
consolidando la concezione che i processi di gestione e trasformazione del territorio non
possono prescindere da una stretta concertazione, pur nel rispetto assoluto dei ruoli e
delle competenze di ciascuno, tra amministrazioni e operatori pubblici o privati. Emerge
chiaramente come questa visione dinamica dei processi di trasformazione del territorio
comporti inevitabilmente un salto di qualità e I assunzione di maggiori responsabilità
da un lato da parte degli amministratori pubblici e dei funzionari preposti all'interno
delle strutture, dall'altro da parte degli operatori privati. Se a questa nostra visione
della gestione del territorio abbiniamo le valutazioni da noi più volte pubblicamente
espresse nel merito e sui contenuti del Prg recentemente approvato dal Comune di
Varese, si capisce perché Forza Italia non possa condividere da un lato l'arroccamento
sterile e pretestuoso a difesa di impostazioni a suo tempo effettuate, dall'altro la
mancanza di respiro sulla proposta formulata da alcuni privati. Nel caso specifico quindi
nessuna battaglia di retroguardia, da parte nostra, nel merito di questa vicenda. Occorre
viceversa stabilire un comportamento amministrativo altrettanto adeguato ed innovativo,
trasparente e chiaro, che sappia tenere in dovuto conto l'interesse pubblico, e cioè
della collettività, di fronte a scelte così importanti che di certo meritano
approfondimento e riflessione. Approfondimento e riflessione (ed è questo il punto
focale) che però devono essere maturate non solo nella coscienza degli amministratori ma
anche in quella di tutte le forze politiche e di tutti i cittadini. Naturale conseguenza
la necessità imprescindibile di un ampio dibattito che proprio con chiarezza e
trasparenza sappia portare, nelle sedi adeguate, una seria valutazione di questa e di
altre, ci auguriamo, future proposte che potranno andare ad incidere sullo sviluppo del
territorio cittadino. Proprio l'assenza di tale confronto pone Forza Italia in una
posizione di garante degli interessi della collettività in attesa di poter approfondire,
ci auguriamo, nelle sedi e nei modi adeguati, tutti gli aspetti della proposta formulata.
Resta sottointeso che in assenza di tale percorso Forza Italia non sarà disponibile ad
asseverare operazioni che proprio perché debbono nella loro struttura garantire un
equilibrio tra il pubblico interesse e le corrette aspettative del privato, trovano la
loro legittimazione in un dibattito serio e trasparente che ad oggi ci pare non essere
avvenuto e neppure iniziato.
Giorgio de Wolf
Responsabile provinciale enti locali
|