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Ore 12.55.00
Giorno
04/06/07
Varese - " Il Sentiero del Giubileo", un progetto realizzato dal Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano e commissionato dall'Azienda Regionale delle foreste per conto della Regione Lombardia.
Percorsi per il Giubileo

Durante il Giubileo del 1300 un grande afflusso di pellegrini giungeva a Roma per venerare la "Veronica". Nel giubileo del 2000 questa tradizione di pellegrinaggio non è abbandonata nel suo passato, ma è ancora viva negli animi di molte persone.

Forse oggi non è solo importante quali luoghi vengano fatti meta, quali reliquie vengano venerate, ma è anche importante la dimensione in se stessa del cammino come conoscenza, meditazione e per chi vuole come preghiera. In differenti contesti culturali e religiosi il "cammino sacro", il pellegrinaggio rappresenta un momento di estrema importanza per la vita di un uomo: da Lourdes, al Tibet, per giungere alle antiche tradizioni degli aborigeni australiani, riscopriamo sì dinamiche e scopi differenti, ma, ed è molto importante, anche un'esigenza comune.

È con questo approccio che apprezziamo "Il Sentiero del Giubileo", un progetto realizzato dal Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano e commissionato dall'Azienda Regionale delle foreste per conto della Regione Lombardia.
Un percorso che ripercorre le vie di pellegrinaggio medioevali, alla ricerca di un maggiore contatto con il passato storico, religioso, culturale.

Il sentiero dopo aver lasciato la Svizzera incontra Gallivaggio, nella Val San Giacomo, dove si trova il santuario della Beata Vergine e che da inizio al nostro peregrinare "italiano". Scendendo verso sud incontriamo Ossuccio ed il suo Santuario del Soccorso, il Duomo di Como per poi giungere a Ponte Tresa.

La Badia di San Gemolo a Ganna, dove verrà allestita un museo delle ceramiche e della storia dei Benedettini, ci introduce al nostro Sacro Monte, passando dalla Prima Cappella per salire al Santuario di Santa Maria del Monte. Questo senza dubbio è una delle tappe più importanti non solo per l'importanza storica e religiosa che riveste questo luogo, ma anche per la bellezza e il fascino dell'ambiente naturale che dona paesaggi e atmosfere incantevoli.

Ritornando in pianura il sentiero in questa parte bassa della Lombardia incontra proprio la via Francigena proveniente dal Piemonte; incontriamo così l'Abbazia di Morimondo, la Parrocchia del Carmine di Pavia, la Parrocchia di San Lorenzo a Voghera per proseguire poi in Emilia Romagna attraversando Varzi, da cui si intercetta la Via del Sale, antica direttrice commerciale che partiva da Genova.

Nonostante il percorso si snodi spesso su vie di comunicazione stradale, perdendo quindi il senso di escursionismo naturalistico, vengono definiti dei notevoli requisiti come la garanzia di totale percorribilità, inserimento in aree regionale protette, visita di luoghi e siti monumentali di massima importanza, rispetto dei percorsi storici di pellegrinaggio, supporto ricettivo di appoggio al percorso (alberghi, campeggi, ostelli), connessioni con la rete dei trasporti pubblici.

Il viaggio è la più propria tra le condizioni umane. Si viaggia sempre da e verso qualcosa. Per il cristiano la vita non è altro che qualcosa di provvisorio, uno stato di transizione che lo porterà poi nel vero mondo. Il pellegrino del medioevo esprimeva perfettamente questo concetto. L'Italia veniva percorsa, intorno l'XI secolo, da due correnti di pellegrini: coloro che si dirigevano verso il Santo Sepolcro di Gerusalemme (già nel 326 era divenuto una meta tradizionale quando l'imperatrice Elena scoprì le reliquie della "Vera Croce") e coloro che si dirigevano verso Roma.

La Lombardia era percorsa solo per un breve tratto dalla via Francigena, che dal nord Europa entrava in Italia dal Gran San Bernardo, per poi dirigersi verso Roma. Spesso però i pellegrini scendevano dalle alpi centrali e attraversavano la regione in cui si incrociavano le due fondamentali direttrici: quella nord-sud (Alto Ticino, Milano, Genova) e quella occidente - oriente (Torino, Milano, Venezia).

Nel rispetto di tali tradizioni, dobbiamo quindi considerare questa iniziativa con grande interesse, perché per chi è religioso rappresenta un modo intelligente, originale e vicino al nostro territorio per avvicinarsi all'evento del Giubileo e per chi invece non ha questa esigenza rimane un momento di scoperta storica e territoriale ricca di spunti e riflessioni.

                                                                                 Mauro Colombo     

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