Mondovisione
e diretta radiofonica su Circuito Marconi per il Varese Gospel Festival che è iniziato
deludendo un po nelle prime battute, ma si è rinvigorito soprattutto con
larrivo sul palco di Cheryl Porter e i Gospel Train.
Ha aperto la prima delle tre serate del Festival il
Summertime Gospel Choir di Padova, applaudito a gran voce dalla folla che anche ieri sera
ha popolato i Giardini Estensi.
Un coro di voci bianche, quello del Summertime Choir, che ha mancato un po in calore
ed emozione anche se ha riempito i vuoti con simpatia e modestia.
Varese ha applaudito ugualmente senza timore e con viva partecipazione, ma come la stessa
presentatrice ha sottolineato "Varese non ha una tradizione gospel".
Le aspettative degli appassionati sono state
senzaltro soddisfatte da Cheryl Porter e i Gospel Train, che, saliti sul palco,
hanno saputo ricreare quellatmosfera mista di gioia e tristezza che si ritrova nel
gospel doltre oceano.
Quattro voci nere di alto livello che hanno saputo trascinare ed emozionare il pubblico
dando prova di bravura e sensibilità musicale, al di là del numero ridotto del gruppo.
Cheryl Porter, ex-voce jazz, approdata ormai da tempo alla
musica gospel, ha deliziato anche con spirituals, e la sua performance, insieme ai Gospel
Train, ha reso giustizia alloccasione.
Se sia il colore della pelle o la malinconia del cuore a
rendere così emozionante la voce del cuore, Cheryl non lha spiegato al pubblico, ma
ha ricordato, in italiano preciso e sottile "che gospel è un inno a Dio, è una voce
che viene dal profondo ed esce sotto forma di preghiera".
Forse cantare in inglese e battere le mani dietro ad un
microfono non basta per cantare il vero gospel.
Forse, per cantare gospel, bisogna avere la pelle nera.
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