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Ore 12.55.04
Giorno
04/06/07
Montegrino - Dalla banca a un'azienda agricola: storia di uno che ce l'ha fatta
Una cascina per battere lo stress

Quante persone a parole vorrebbero cambiare la propria vita. Farla finita con il la quotidianità lavorativa ed immergersi nella natura per vivere con essa lontano dallo stress. Scelta dura e difficile, che non tutti potrebbero fare. 

Gaetano Sardo dopo aver lavorato per più di vent'anni in banca, decise di cambiare. Trovò un cascinale abbandonato nella zona di Montegrino sotto i Sette Termini e iniziò a lavorare con la moglie Marisa per creare la sua azienda agricola.

La cascina Sciarè compare improvvisamente dopo una strada stretta in mezzo al bosco che termina in un magnifico prato sottostante la casa. L'atmosfera è quella di montagna e quando si entra nella cucina, dove il signor Sardo sta preparando il caffè, si viene accolti da un'aria famigliare.

"E' stata un scelta di ragione esistenziale; la voglia di creare un'azienda agricola era già nata nel '73. Nell'80 mentre lavoravo in banca ero impegnato a sistemare questa cascina. Abbiamo acquistato animali e macchinari. Avevamo bovini ma ora teniamo solo capre, perché hanno molti meno problemi, come quelli createsi a causa delle quote latte. Oggi abbiamo sessanta capre che dall'anno prossimo produrranno latte, facilmente commerciabile e molto nutriente. Ad esso si unirà anche la produzione di formaggio che però ha un aspetto commerciale impegnativo per le norme dell'Unione Europea che pone dei limiti notevoli allo sviluppo commerciale dei prodotti nostrani."

Conoscere questa realtà ci porta a anche a prendere coscienza delle problematiche di un territorio e di un'attività ad essa connessa: " Le aziende agricole in montagna devono essere sovvenzionate maggiormente. Finché per esempio viene sovvenzionata la letamazione senza chimica e si taglia fuori zone come le nostre, quindi montane, perché è già scontato che utilizzino letame naturale, non si otterranno incentivazioni giuste. La stessa cosa vale per la fienagione: costa di più fare il fieno che comprarlo. Ci vogliono leggi e provvedimenti come la legge 20/70 che offre contributi per il miglioramento dei boschi, quindi per le attività di pulizia e di taglio. L'unione Europea invece rivolge maggior attenzioni verso la pianura padana. In questo senso siamo svantaggiati, perché ci troviamo proprio vicino ad una zona altamente produttiva. Tutto questo territorio, che copre la parte nord del Campo Dei Fiori fino a dopo Luino, è in uno stato di abbandono. La cultura contadina è scomparsa e con essa il mantenimento dell'ambiente. Ci vuole una progettazione ad ampio respiro per ridare nuova vita a luoghi di tale bellezza."

La moglie spiega che pochi mesi fa è morto il contadino, loro vicino. E' stato il loro maestro; ha insegnato loro tutti i segreti di un mestiere che ben poche persone oggi saprebbero fare. Con lui, dice, è veramente morta una cultura millenaria che ha saputo mantenere un equilibrio ambientale con grandi sacrifici e grande conoscenza. "Tutte le colline e le montagne che ci sono qui attorno - continua - erano coltivate. Ora se nessuno si preoccupa più, queste zone moriranno ed è un peccato perché sono bellissime ed hanno una storia che non dovrebbe essere persa."

Anche la figlia, laureata all'università di Bologna, partecipa attivamente all'attività di famiglia e sta cercando di organizzare una serie di attività che comprendono il trekking a piedi e a cavallo. Il padre spiega che avevano fatto ristorazione per un periodo ma alla fine hanno dovuto smettere perché andava contro la propria filosofia: "Non sono venuto fino a qui per far quadrare i conti, anche se i soldi ci servono; l'idea di fare l'oste il sabato e la domenica non mi piaceva molto. Ora per il futuro non ho idea, bisogna vedere che intenzioni ha mia figlia. L'idea di un agriturismo serio c'è, ma deve essere serio e non fittizio come la maggior parte degli agriturismo, che senz'altro sono redditizi ma che non portano alcun bene al territorio. Si dovrebbero chiamare ristoranti e basta. Bisognerebbe creare invece una serie di aziende agricole, vere e proprie che oltre alla propria attività, che mantiene il territorio, uniscano un discorso turistico, offrendo specialità locali e attività di diverso genere. Nascerebbe in questo modo una collaborazione che darebbe valore e slancio al turismo nazionale ed internazionale e al territorio stesso (non dimentichiamo che zone come queste sono ricercatissime soprattutto all'estero)."

A Cascina Sciarè si respira un'aria di serenità e di semplicità che ricorda un mondo passato. Allo stesso tempo questa azienda agricola non è solo un sistema alternativo di vita bensì un'attività e un atteggiamento indispensabile ad una politica territoriale che voglia far crescere in modo intelligente ogni aspetto della sua realtà. Iniziative come quelle della famiglia Sardo non devono essere considerate come un caso isolato ma devono essere supportate ed incentivate adeguatamente dalla regione e dai comuni.

                                                                                   Mauro Colombo

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