Riceviamo e
pubblichiamo Le polemiche relative agli alimenti geneticamente modificati coinvolgono
in questi giorni anche i vertici dell'Unione Europea alle prese con difficili decisioni.
Si oppongono le posizioni delle multinazionali, che promuovono, anche con il supporto
delle biotecnologie, un commercio sempre più globalizzato a quelle degli ambientalisti
che sostengono innanzitutto la tutela della salute, dell'ambiente e la conservazione delle
produzioni agricole tipiche (italiane, francesi, greche etc
).
In questo scenario, a Varese, in riscontro ad una nostra specifica richiesta
l'assessore ai Servizi educativi, Paolo Baretti e il direttore generale dell'Ospedale di
Circolo, Carlo Lucchina, ci hanno comunicato che nei capitolati di appalto per la
fornitura di prodotti alimentari, serviti nelle mense scolastiche e ospedaliere, sarà
introdotto "l'espresso divieto di utilizzare alimenti derivati da Organismi
geneticamente modificati (Ogm)".
La nostra richiesta alle dette istituzioni di bandire gli alimenti transgenici dalle
mense gestite dai suddetti enti, fa parte di una campagna nazionale di Verdi Ambiente e
Società il cui slogan è "Mai dire Mais".
Sulla stessa linea d'azione Verdi Ambiente e Società ha richiesto, nello scorso marzo
ed ha sollecitato in questi giorni, al Sindaco Fumagalli, di promuovere una delibera allo
scopo di dichiarare il Comune di Varese "Comune antitransgenico".
Diversi sono gli scopi della delibera, tra i più significativi citiamo quelli di
vietare su tutto il territorio comunale, la coltivazione, l'allevamento, la distribuzione
di Organismi Viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica,
quello di informare attraverso strumenti di comunicazione adeguati, i cittadini, i
produttori, i rivenditori ecc. sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM,
quello di avviare una campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti
tradizionali di qualità e infime quello di affiggere, sotto i cartelli d'ingresso della
città la scritta "Comune antitransgenico".
Diversi comuni grandi e piccoli come Roma, Brescia, Torino, Bubbio (Asti), Udine,
Saronno, ecc. hanno adottato in proposito, mozioni e ordini del giorno.
Nell'ambito di questa campagna, inoltre, Verdi Ambiente e Società ha avviato una
raccolta di firme per chiedere al Governo e al Parlamento di sancire una moratoria di
cinque anni alla coltivazione e alla commercializzazione di prodotti transgenici.
Una moratoria quinquennale costituisce un tempo necessario all'attivazione di studi,
realmente indipendenti dai grandi produttori internazionali, che verifichino con certezza
i rischi dei prodotti transgenici per la salute e per l'ambiente.