| Il buon
giornalismo italiano nasce in provincia dove la gavetta, seria
e completa, permette di diventare dei professionisti in grado di approdare nel migliore
dei modi anche alle testate nazionali più prestigiose.
Quella di Varese è una eccellente scuola, sicuramente nella scia
della leggendaria Parma, di Bergamo, di Como, ma sino a pochi mesi or sono non
"esportava" più bravi giornalisti e colmava i "vuoti" di alcune
testate ricorrendo ai vivai di altre province.
La tendenza adesso si è invertita: dopo Antonio Franzi che,
lasciata Rete 55 per la comasca Espansione TV , oggi è impegnato nella comunicazione
economica varesina, due altri grandi e cari colleghi hanno salpato le ancore: Franco
Ferraro, caporedattore di Rete 55, ha raggiunto a Roma, nellarea Stream, Antonio
Marano mitico fondatore e direttore della solida emittente bosina; Claudio Del Frate,
acutissimo e scomodo cronista della Prealpina, ha dato le dimissioni ed entra nell
orbita del "Corrierone".
Anche Varesenews ha perso un giovane e prezioso collaboratore,
Lorenzo Franzetti, catturato dal più autorevole periodico italiano di ciclismo.
Queste partenze se da un lato sono motivo di vanto, dallaltro
impoveriscono in qualche modo le redazioni e linformazione locale perché chi va via
porta inevitabilmente con sé un grande patrimonio di esperienza, di conoscenze, di
simpatie ma soprattutto di libertà civile; un patrimonio che non può essere reintegrato
in breve tempo, nemmeno ricorrendo ai più bravi giornalisti del mondo.
Lattività di formazione dei giovani comporta questi sacrifici
ed è una delle caratteristiche dei giornali provinciali, i cui editori a volte ritengono
erroneamente che i criteri di impresa siano applicabili alle " fabbriche delle
notizie ".Dove i computer certamente contano, ma poi sono sempre e solo i giornalisti
a rendere le testate credibili, autorevoli e come tali amate dalla gente .
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