| Bisognerà
ancora aspettare parecchi mesi per avere lo screening mammografico operativo nella nostra
provincia, forse fino alla prossima primavera. Allo stato attuale è stato insediato,
presso la sede dell'Asl in via Ottorino Rossi, il Comitato tecnico scientifico. Lo
screening vedrà coinvolte tutte le aziende ospedaliere che operano sia nel pubblico che
nel privato. Un ruolo di primo piano sarà svolto dalla Facoltà di medicina
dell'università dell'Insubria. L'Asl coordinerà il progetto mentre alle aziende
ospedaliere toccherà organizzare e dare il servizio. Lo screening è una procedura sanitaria complessa, il cui scopo è quello di
esaminare sistematicamente una popolazione, con caratteristiche definite, con degli esami
clinici offerti a tutta la popolazione. E proprio in questa complessità sembrano
risiedere le ragioni del ritardo della nostra provincia. «Stiamo cercando di accellerare
i tempi - dice il dottor Salvatore Pisani, uno dei referenti Asl per il progetto - è già
stato presentato un protocollo. Noi siamo partiti con un buon anticipo, anche se in alcune
zone della Lombardia c'è chi ha già realizzato il progetto. Io sono dell'opinione che è
meglio ritardare un pochino, ma partire conn il piede giusto. Lo slittamento dei tempi non
è dovuto ad una mancanza di volontà, piuttosto alla complessità di mettere in piedi una
procedura di questo tipo, che richiede non solo competenze altamente specifiche, ma anche
l'abitudine e la tendenza al gioco di squadra. Lo screening funziona se la squadra
funziona».
.
Lo screening mammografico ha una forte valenza preventiva, identificare un tumore al seno,
che rappresenta un importante problema di salute pubblica, in una fase precoce o in
individui ancora asintomatici, vuol dire spesso salvare la vita alle persone. Il piano
oncologico stilato della regione Lombardia individua in questo tipo di screening uno
degli interventi di maggior rilevanza sociale.
«Certamente - continua Pisani- l'idea di dare questo servizio nella nostra provincia è
giusta, perché la presenza di più fattori, la rende una zona particolarmente a rischio.
Io ritengo però che sia anche indispensabile un apporto corretto da parte
dell'informazione, perché molte persone sono convinte che lo screeneng guarisce dalla
malattia e questo non è esatto. Lo screeneng al seno è principalmente un intervento
preventivo».
La commissione ora è impegnata nella stesura dei
protocolli operativi, per rendere omogenei e precisi gli interventi procedurali in tutto
il territorio provinciale. Per il prossimo inverno è anche prevista anche una capillare
campagna di informazione; mentre solo per l'inizio della primavera del 2001 si prevedono
le prime convocazioni delle donne.
|