Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 12.55.07
Giorno
04/06/07
Varese - E' un importante strumento per la prevenzione del tumore al seno. La nostra provincia dovrà aspettare ancora otto mesi prima che venga reso operativo 
Lo screening mammografico partirà solo la prossima primavera

Bisognerà ancora aspettare parecchi mesi per avere lo screening mammografico operativo nella nostra provincia, forse fino alla prossima primavera. Allo stato attuale è stato insediato, presso la sede dell'Asl in via Ottorino Rossi, il Comitato tecnico scientifico. Lo screening vedrà coinvolte tutte le aziende ospedaliere che operano sia nel pubblico che nel privato. Un ruolo di primo piano  sarà svolto dalla Facoltà di medicina dell'università dell'Insubria. L'Asl coordinerà il progetto mentre alle aziende ospedaliere toccherà organizzare e dare il servizio.

Lo screening è una procedura sanitaria complessa, il cui scopo è quello di esaminare sistematicamente una popolazione, con caratteristiche definite, con degli esami clinici offerti a tutta la popolazione. E proprio in questa complessità sembrano risiedere le ragioni del ritardo della nostra provincia. «Stiamo cercando di accellerare i tempi - dice il dottor Salvatore Pisani, uno dei referenti Asl per il progetto - è già stato presentato un protocollo. Noi siamo partiti con un buon anticipo, anche se in alcune zone della Lombardia c'è chi ha già realizzato il progetto. Io sono dell'opinione che è meglio ritardare un pochino, ma partire conn il piede giusto. Lo slittamento dei tempi non è dovuto ad una mancanza di volontà, piuttosto alla complessità di mettere in piedi una procedura di questo tipo, che richiede non solo competenze altamente specifiche, ma anche l'abitudine e la tendenza al gioco di squadra. Lo screening funziona se la squadra funziona».

Lo screening mammografico ha una forte valenza preventiva, identificare un tumore al seno, che rappresenta un importante problema di salute pubblica, in una fase precoce o in individui ancora asintomatici, vuol dire spesso salvare la vita alle persone. Il piano oncologico stilato  della regione Lombardia individua in questo tipo di screening uno degli interventi di maggior rilevanza sociale.
«Certamente - continua Pisani- l'idea di dare questo servizio nella nostra provincia è giusta, perché la presenza di più fattori, la rende una zona particolarmente a rischio. Io ritengo però che sia anche indispensabile un apporto corretto da parte dell'informazione, perché molte persone sono convinte che lo screeneng guarisce dalla malattia e questo non è esatto. Lo screeneng al seno è principalmente un intervento preventivo».

La commissione ora è impegnata nella stesura dei protocolli operativi, per rendere omogenei e precisi gli interventi procedurali in tutto il territorio provinciale. Per il prossimo inverno è anche prevista anche una capillare campagna di informazione; mentre solo per l'inizio della primavera del 2001 si prevedono le prime convocazioni delle donne.

                                                                Michele Mancino 

                                       

Torna all'inizio dell'articolo