Apprendiamo
con soddisfazione la notizia che l'assessore ai Servizi educativi, Paolo Baretti e il
direttore generale dell'Ospedale di Circolo, Carlo Lucchina, su sollecitazione
dell'associazione Verdi Ambiente e Società, hanno accettato di introdurre nei capitolati
di appalto per la fornitura di prodotti alimentari, serviti nelle mense scolastiche e
ospedaliere, "l'espresso divieto di utilizzare alimenti derivati da Organismi
geneticamente modificati (Ogm)". Questa azione si aggiunge alle molte che da più
parti in Italia, sanciscono, in nome del principio di precauzione, la messa al bando degli
Ogm sia nelle coltivazioni a cielo aperto, sia nelle mense di scuole ed ospedali. Nel
nostro paese, come in gran parte d'Europa, la sensibilità nei confronti di questioni
quali la produzione di alimenti e la salvaguardia della salute, i metodi di coltivazione
dei vegetali e di allevamento degli animali e la protezione dell'ambiente sta aumentando
in modo considerevole. Ciò spiega il sostanziale rifiuto da parte dei consumatori dei
cibi che contengono Ogm ed il crescente successo di quelli ottenuti con materie prime da
agricoltura e zootecnia biologica. In Italia la superficie agricola utile (SAU) delle
aziende agricole biologiche è passata dai 564.913 ettari del 1997 ai 788.070 del 1998, un
incremento di quasi il 40% in un solo anno, e le prospettive di crescita indicano che per
il 1999 si registrerà un ulteriore incremento della SAU coltivata a biologico. A questo
dato si aggiungerà quello delle aziende zootecniche che si stanno convertendo ai metodi
di allevamento biologico in virtù del recente regolamento dell'Unione Europea che
disciplina la certificazione di questo comparto. La disponibilità di cibi confezionati
"bio" è ormai una realtà che coinvolge anche la grande distribuzione.
Da parte delle istituzioni che decidono la dieta di alunni e degenti la presa d'atto di
questa realtà non dovrebbero tardare; segnali su questo versante ce ne sono e si registra
ormai un cospicuo numero di scuole nelle cui mense si offrono cibi biologici. A sostegno
di queste azioni interviene l'articolo 59 comma 4 Sviluppo dell'agricoltura biologica e
di qualità della legge finanziaria 2000 che così recita: Per garantire la
promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che
gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l'utilizzo
di prodotti biologici tipici e tradizionali nonchè di quelli di denominazione protetta,
tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell' Istituto Nazionale
della Nutrizione, negli appalti pubblici di servizi relativi alla ristorazione delle
istituzioni suddette (...) , attribuendi valore preminente all'elemento relativo alla
qualità dei prodotti agricoli offerti.
Ci aspettiamo quindi che anche le istituzioni pubbliche locali recepiscano nel
loro operato queste direttive.
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