Una stanzina minuscola,
abbastanza per una piccola scrivania due sedie e qualche scaffale. Nessun computer,
neppure macchina da scrivere, fatture raccolte ordinatamente, registri compilati con
minuzia, che annotano le entrate e le uscite. Un 'aria antica e di tradizione quella che
si respira nell'ufficio della società di Mutua Assistenza Sanitaria, la società di
mutuo soccorso che esiste ad Azzate dalla fine dell'ottocento e che in altri luoghi della
provincia rappresentano solo un ricordo del passato. Come tutte le esperienze simili,
queste società ha come finalità l'equa ridistribuzione dei servizi in base ai fondi
finanziati con il contributo degli aderenti .Ad
Azzate la Mutua assistenza esiste addirittura dal 1895, ma a stupire non è tanto la
longevità di questa istituzione quanto la vitalità e l'elevato numero di soci, 1200.
Almeno quattro gli iscritti passati per consegnare fatture o incassare i rimborsi per le
prestazioni sanitarie in non più di mezzora trascorsa in questo ufficio. Ad accoglierli e
a svolgere il servizio della Mutua sanitaria il signor Alfeo Chiaravalli, il presidente
della società e la segretaria Maria Grazia Colli (nella
foto). «È un modo per mantenere viva la
tradizione -dicono della società- l'hanno fondata i nostri nonni e rappresenta
ancora un modo per mantenere nella comunità un legame basato sulla solidarietà».
La signora Colli presta il suo servizio presso la Mutua
Sanitaria come segretaria dal 1984, ma è iscritta da quando è nata, così come lo
furono i suoi genitori e i suoi nonni e così come lo sono già i suoi figli, compresa la
futura nuora. Alfeo Chiaravalli è socio dal 1955, è stato poi vicepresidente e da 13
anni ricopre la carica principale. Una vita dunque dedicata a questo impegno, che tenta di
riproporre quell'impegno volontaristico e solidaristico con cui fu concepita nel lontano
1895.
Fondata da don Luigi Redaelli, che fu parroco di Azzate dal
1883 al 1908, nasce come Società cattolica federativa di Mutuo Soccorso fra i lavoratori
del varesotto. Con questa, ma anche con altre iniziative attente ai problemi sociali della
classe operaia e dei contadini, don Redaelli fu annoverato fra i pionieri del
cattolicesimo sociale nel varesotto. «Don Redaelli pensò di ricorrere al mutuo soccorso
-conferma Alfeo Chiaravalli- per provvedere e assistere quei contadini in difficoltà
quando le cose in stalla andavano male, quando il raccolto era scarso». All'inizio quella
di Azzate fu tra i primi centri del varesotto, cui si aggiunsero ben presto altre dodici
sezioni di parrocchie limitrofe. Tutte tredici le sezioni di Azzate, Gazzada, Capolago,
Morazzone, Morosolo, S.Maria del Monte, Rasa, S.Ambrogio, Schianno, S.Fermo, Biumo
Inferiore, Caidate, Casale Litta formarono "La Società Cattolica Federativa di
mutuo soccorso" con centro ad Azzate.
L'esperienza di Azzate è simile a quella delle altre
società cattoliche fiorite a cavallo fra ottocento e novecento, in un periodo in cui
ancora lo stato sociale non esisteva e che tramite un modesto contributo periodico
permetteva di ottenere sussidi in caso di malattia, infortuni o momenti di difficoltà.
L'aspetto economico rappresenta una parte delle società di mutuo soccorso e la mutualità
doveva coinvolgere l'uomo interamente, tanto che nella società diventavano parimenti
importanti tutte le attività di carattere religioso e formativo.
Con l'avvento dello stato sociale queste istituzioni si
svuotarono del loro significato e molte morirono. Non quella di Azzate. «Nel 2000
la Mutua Sanitaria vuole conservare e trasmettere lo spirito solidaristico - dice Maria
Grazia Colli- e cerca di farlo contribuendo alle spese sanitarie.» «La Società vive
bene con i suoi 1200 soci e il vantaggio rispetto alle polizze assicurative sta nella
possibilità, ancora molto sentita fra gli anziani di potere aiutare gli altri,
addirittura -continua la signora Colli- ci sono alcuni che, pur iscritti rinunciano a
richiedere il rimborso cui hanno diritto e questo per quelli che possono avere più
bisogno».
Alla Società possono iscriversi tutti i domiciliati del
comune di Azzate e di quelli limitrofi di Brunello e Buguggiate. Con il contributo annuo
di 50mila lire è possibile ottenere rimborsi di varia entità per degenze ospedaliere,
visite specialistiche, alcuni tipi di esami e ticket per gli esami.
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