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| Varese - Sabato 29 luglio la commemorazione di Paolo VI al Sacro Monte di Varese
presieduta da mons. Pasquale Macchi |
| Si commemora Papa
Montini |
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VARESE. Il 22° anniversario della morte di Paolo VI vedrà
una speciale commemorazione al Sacro Monte di Varese alla presenza del varesino mons.
Pasquale Macchi che fu suo segretario per 23 anni. Il programma prevede un primo
appuntamento alle ore 7 di sabato 29 luglio alla Prima Cappella per la salita recitando il
Rosario verso il Santuario
dove è in programma una Messa alle ore 8. Nel pomeriggio altra Messa celebrata da
monsignor Macchi alle 16,45 cui farà seguito un suo omaggio floreale davanti alla statua
di Paolo VI nell'omonima piazzetta.
Al termine della cerimonia la tradizionale deposizione di una corona di fiori sul
monumento a Paolo VI, opera di Floriano Bodini. In quella circostanza il prof. Silvano
Colombo presenterà il volume intitolato "come padre e fratello" nel quale il
giornalista Francesco Luciano Viganò ha raccolto foto, documenti e testimonianze sugli
incontri, inaugurazioni e
visite pastorali dell'allora arcivescovo di Milano, cardinale Montini negli anni tra il
1955 e 1963.
Infine domenica 30 luglio la Messa delle ore 9 sarà dedicata da Macchi agli abitanti del
Sacro Monte di cui fu parroco del 1980 alla sua nomina , nel 1989, ad arcivescovo di
Loreto.
Montini negli anni del suo episcopato ambrosiano, appunto tra il 1955 e il 1963, era
salito tredici volte al Santuario dedicato alla Madonna del Monte.
Sei volte era salito a piedi lungo gli oltre due chilometri in salita del viale delle
Cappelle al termine degli annuali esercizi spirituali.
Gli era particolarmente caro questo Santuario, tra i non pochi che sono nella diocesi
Ambrosiana, disseminati come punti luminosi della pietà popolare e come garanzia della
protezione materna della Madonna.
La ragione di questa predilezione va vista forse perché, il suo segretario,don Pasquale
Macchi, nativo di Varese, gli aveva comunicato la devozione particolare che i varesini
hanno per la Madonna del Sacro Monte; forse per il legame che la tradizione ha stabilito
tra il Santuario del Sacro Monte e
Sant'Ambrogio, ammiratissimo da Montini; forse perché, soprattutto nelle giornate
limpide, dal Sacro Monte lo sguardo spazia sull'immensa diocesi come da nessun altro punto
di osservazione.
"Non c'era infatti luogo più propizio al Cardinale Montini - spiega mons. Bernardo
Citterio, il decano dei vescovi ambrosiani - per invocare la Vergine perché avesse a
stendere il suo materno manto sulle oltre mille parrocchie, sulla febbrile attività di
Milano, la città dominata dalla Madonnina del Duomo che, dal Sacro Monte, sembra potersi
toccare allungando la mano; sulle altre città minori che costellano la diocesi, da Varese
che sta ai piedi fino a Gallarate, Busto Arsizio, Legnano, Rho, Magenta, Melegnano..., e
poi fino alla pianura, la Bassa e, a oriente, Monza, Lecco col suo Resegone, mentre a
occidente, lo sguardo si ferma attonito alla cerchia maestosa delle Alpi dominate dal
massiccio del Monte Rosa".
Sabato 5 ottobre 1980 monsignor Macchi volle fare il suo ingresso al Sacro Monte salendo
in preghiera il vialone delle Cappelle e giunto in Santuario ricordò come Montini gli
avesse più volte espresso il desiderio di finire i suoi giorni pregando, confessando e
celebrando in un santuario dedicato alla
Madonna.
Da quel mattino di ottobre puntualmente ogni sabato con neve, vento , sole o pioggia si
ripete , sempre numeroso, quel pellegrinaggio che ha visto, il 2 novembre 1984, anche la
presenza di Giovanni Paolo II. |
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