Anna Parmagnani è la nipote di Savio Cagnoni, il manovratore che il 31
agosto del '53 chiuse definitivamente il cancello di accesso alla funicolare del
Sacro
Monte.
«Mia zia mi raccontò che quel giorno lui pianse - ricorda la signora Anna - ma tutti noi
piangemmo, eravamo cresciuti con la funicolare, era un'abitudine. Ma quell'anno fu
terribile anche per un altro avvenimento: la distruzione del teatro sociale...»È emozionata, La signora Anna. Oggi, a 47 anni di distanza, ha
partecipato al viaggio inaugurale del trenino del Sacro Monte, come suo padre fece nel
lontano 1909, in occasione del primo battesimo: «Sì, io come lui. A distanza di quasi un
secolo assistiamo allo stesso evento.»
Attorniata dai cronisti, coccolata dai nipoti che le portano qualche dolce
dello sfarzoso buffet, Anna, classe 1913, ricorda la sua infanzia: «Quel trenino mi
portava tutti i giorni a scuola. io abitavo qui al Sacro Monte. Era il nostro mezzo di
locomozione. Mia sorellina Olimpia, di un anno più giovane, nacque nel ristorante attiguo
alla stazione del Campo dei Fiori. Mio padre era cameriere.»
Una vita scandita, dunque, dalla funicolare. Per lei sono
ancora più vere le parole del sindaco Fumagalli: «La nostra amministrazione ha scelto
coraggiosamente di tornare indietro e rimettere le cose a posto.» E mentre la signora Anna commossa si gode l'entusiasmo dell'evento, noi
riflettiamo sulla sua considerazione finale: «Chissà se i varesini rinunceranno
all'automobile. Chissà se i ragazzi si lasceranno incantare dal fascino della
funicolare.»
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