Il gol della
Francia a tempo scaduto non ha rovinato solo la festa ai tanti tifosi. Varese mena le mani
per poco e così è bastato un "viva la Francia" gridato da una finestra, per
provocare un parapiglia tra italiani e un gruppetto di albanesi.
Era da pochi minuti terminata la finale degli Europei quando dal secondo piano del numero
sei di via Veratti un gruppo di giovani albanesi ha inneggiato ai transalpini. Proprio di
fronte all'abitazione c'è il bar Varese, dove si erano raggruppati un po' di ragazzi a
vedere la partita. Una parola tira l'altra, un insulto tira l'altro, fatto sta che i due
gruppi sono venuti alle mani. Secondo una prima
ricostruzione, alcuni ragazzi che stavano uscendo dal bar avrebbero affrontato tre
albanesi, nel frattempo scesi per strada. I due gruppi avrebbero dato vita ad una rissa:
cazzotti, calci e pure uno sgabello volante, che ha lasciato il segno sul portone
dell'abitazione degli albanesi. Ma questo sarebbe stato solo il primo round perché, sia
nel bar che nel portone della casa, erano pronte ad entrare in azione le retrovie.
Dal signorile civico numero 6 uscivano altri albanesi, con degli oggetti
contundenti, per dare manforte ai tre compagni. Il secondo scontro sarebbe stato
certamente più brutale se non fossero accorse sul posto, in modo massiccio, le forze
dell'ordine.
Alla fine della rissa si registravano due feriti tra i carabinieri e
uno tra gli avventori del bar che aveva riportato una ferita alla testa. I tre, portati
all'ospedale di Circolo, sono stati subito dimessi. Per i giornalisti, visti i fatti di
Rotterdam, non è stata una gran giornata. Anche in via Veratti un giornalista di
Varesenews è stato aggredito e picchiato da un gruppo di ragazzi, gli stessi che
avevano fronteggiato poco prima gli albanesi. Stessa sorte sarebbe toccata ad un operatore
di una televisione privata, che in extremis è riuscito a evitare il peggio.
Gli albanesi rientravano nella loro abitazione, mentre davanti al
bar la folla aumentava. Molte le teste rasate, certamente non erano tutti curiosi. Un vero
e proprio esercito di carabinieri, alcuni di questi venuti dai paesi vicini, poliziotti in
tenuta antisommossa, guardia di finanza e vigili urbani presidiavano il numero sei per
evitare altre risse e contatti tra i due gruppi. Tutta la zona veniva isolata per due ore,
fino a quando un cellulare della polizia, per ragioni di ordine pubblico, entrava nel
portone dell'abitazione e portava via i sette albanesi. Fermato anche uno dei ragazzi che
aveva partecipato agli scontri.
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