| Dopo una serata
in cui un'intera via del centro è stata blindata dalle forze dell'ordine a causa di una
rissa tra italiani e albanesi, tutti invitano a sdrammatizzare. Se non fosse stato per il
tempestivo intervento di polizia e carabinieri a riportare calma e ragione tra gli
esagitati che presidiavano l'abitazione degli albanesi, si poteva sfiorare la
tragedia. Si sa che in questi casi il vero pericolo è la folla, irrazionale e
difficile da controllare, e ieri sera in via Veratti ce n'era molta. Davanti al bar
Varese, teatro della vicenda, c'erano tanti curiosi, è vero, ma poco importa perché ad
accendere gli animi in questi casi basta un nonnulla. «Bisogna
invitare alla calma e sdrammatizzare- dice il dottor Serino, dirigente della Volante, i
primi ad essere intervenuti sul luogo -, non ci sono stati feriti e tutto è tornato alla
normalità. I sei albanesi erano, secondo un primo accertamento, tutti in regola. Comunque
è in corso una verifica da parte dell'Ufficio stranieri, sulla regolarità e tutti gli
adempimenti del caso». Insomma una scazzottata che non nasconderebbe razzismi o xenofobie
di sorta, che sarebbe successa indipendentemente dal fatto che coinvolti siano degli
extracomunitari.
La cosa abbastanza sorprendente è invece che in una zona così
centrale, a ridosso dell'isola pedonale, abitino molti extracomunitari. Probabilmente la
bellezza dei palazzi trae in inganno, è solo esteriore e nasconde una fatiscenza delle
strutture. «Io abito qui da molti mesi- dice un ragazzo dirimpettaio degli albanesi- qui
intorno ci sono molti extracomunitari, però non hanno mai dato fastidio, sono molto
tranquilli, sembrano brava gente».
Sull'episodicità di quanto successo in via Veratti non sembra però
dello stesso avviso Silvio Pieretti, dell'Ufficio prima accoglienza stranieri, il quale
mette in guardia circa i pericoli di una xenofobia montante nella nostra provincia.
«Quegli albanesi li conosciamo, sono lavoratori e brava gente. Ciò che è accaduto ieri
sera deve far riflettere tutti. Sotto le ceneri arde una brace pericolosa, che può
alimentare il fuoco della xenofobia e le forze dell'ordine sono chiamate ad un compito
difficile e soprattutto a stare all'erta. Occorre sottolineare anche il ruolo della stampa
che deve smetterla di esaltare i fatti negativi e far conoscere le tante storie di vita
interessanti e positive».
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