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Ore 12.55.26
Giorno
04/06/07
Varese - Il giorno dopo la rissa tutti invitano alla calma e a smorzare i toni
Via Veratti, la quiete dopo la tempesta

Dopo una serata in cui un'intera via del centro è stata blindata dalle forze dell'ordine a causa di una rissa tra italiani e albanesi, tutti invitano a sdrammatizzare. Se non fosse stato per il tempestivo intervento di polizia e carabinieri a riportare  calma e ragione tra gli esagitati che presidiavano l'abitazione degli albanesi, si poteva sfiorare la tragedia.  Si sa che in questi casi il vero pericolo è la folla, irrazionale e difficile da controllare, e ieri sera in via Veratti ce n'era molta. Davanti al bar Varese, teatro della vicenda, c'erano tanti curiosi, è vero, ma poco importa perché ad accendere gli animi in questi casi basta un nonnulla.

«Bisogna invitare alla calma e sdrammatizzare- dice il dottor Serino, dirigente della Volante, i primi ad essere intervenuti sul luogo -, non ci sono stati feriti e tutto è tornato alla normalità. I sei albanesi erano, secondo un primo accertamento, tutti in regola. Comunque è in corso una verifica da parte dell'Ufficio stranieri, sulla regolarità e tutti gli adempimenti del caso». Insomma una scazzottata che non nasconderebbe razzismi o xenofobie di sorta, che sarebbe successa indipendentemente dal fatto che coinvolti siano degli extracomunitari.

La cosa abbastanza sorprendente è invece che in una zona così centrale, a ridosso dell'isola pedonale, abitino molti extracomunitari. Probabilmente la bellezza dei palazzi trae in inganno, è solo esteriore e nasconde una fatiscenza delle strutture. «Io abito qui da molti mesi- dice un ragazzo dirimpettaio degli albanesi- qui intorno ci sono molti extracomunitari, però non hanno mai dato  fastidio, sono molto tranquilli, sembrano brava gente». 

Sull'episodicità di quanto successo in via Veratti non sembra però dello stesso avviso Silvio Pieretti, dell'Ufficio prima accoglienza stranieri, il quale mette in guardia circa i pericoli di una xenofobia montante nella nostra provincia. «Quegli albanesi li conosciamo, sono lavoratori e brava gente. Ciò che è accaduto ieri sera deve far riflettere tutti. Sotto le ceneri arde una brace pericolosa, che può alimentare il fuoco della xenofobia e le forze dell'ordine sono chiamate ad un compito difficile e soprattutto a stare all'erta. Occorre sottolineare anche il ruolo della stampa che deve smetterla di esaltare i fatti negativi e far conoscere le tante storie di vita interessanti e positive».

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