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folla di cittadini angeresi ha animato ieri sera l'inaugurazione della nuova fontana
di Piazzale Volta. Complice la polemica sul riassestamento del lungolago sviluppatasi
negli ultimi mesi, il piazzale era gremito e curiosi si mischiavano in tal modo a
contestatori o ammiratori della fontana. Ognuno della serata ha ovviamente dato la sua
interpretazione, di certo la maggior parte al taglio del nastro ha partecipato per farsi
il proprio personale giudizio sulla tanto contestata fontana. E gli accenni alle trascorse polemiche non sono mancate neppure nel discorso
inaugurale del sindaco Giorgio Banfi, largo di precisazioni sulle compatibilità
dell'opera con il tessuto urbano e soprattutto con la configurazione morfologica attuale.
«Non è la fontana di Taino, come malignamente è stato insinuato -ha teso a ribadire il
sindaco- ma un'opera studiata e realizzata in un contesto ben definito e determinato, con
materiali che appartengono alla nostra terra e alle nostre tradizioni».
Precisazioni del sindaco anche a proposito dell'idea
progettuale, che in qualcuno ha vagamente ricordato le architettura del regime. «Le
colonne quadrate -ha precisato Banfi- non sono le vestigia di passate ideologie, ma si
pongono all'attenzione del visitatore come una sorta di discreto ma visibile biglietto da
visita della città di Angera».
Alla presenza delle autorità e dei cittadini si è svolta
la solenne benedizione e il consueto taglio del nastro, effetto luci e acqua
hanno fatto il resto. Il rito inaugurale non è stato l'unico protagonista, presente anche
il comitato dei cittadini che nei mesi scorsi aveva animato la protesta, presentando anche
una petizione al sindaco. Una presenza silenziosa e manifestata solo da striscioni, quella
preventivata dai dimostranti che non sono riusciti comunque ad astenersi da urla e fischi
durante il discorso del sindaco. Una presenza di cui era impossibile non accorgersi,
proprio nel palazzo di fronte alla fontana, al quinto piano, sopra la testa del sindaco e
degli amministratori, la scritta "Una pioggia di milioni per una fontana orrenda ed
inutile" spiccava netta su un lenzuolo bianco e se l'obiettivo era la visibilità,
questo è stato centrato in pieno.
Inevitabile non scatenare fra la folla il dibattito.
Qualcuno ha gradito, ma i giudizi negativi non hanno badato a finezze ed oltre al giudizio
estetico, ad essere bersaglio l'utilità della nuova opera oltre che il restringimento ad
imbuto del viale del lungolago all'altezza della fontana. Il notevole afflusso di
cittadini angeresi è stato interpretato diversamente dal sindaco Giorgio Banfi «La
contromanifestazione è stata un miserevole flop -ha dichiarato il sindaco- il notevole
afflusso si può interpretare semplicemente con il consenso della cittadinanza».
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