Nel primo
pomeriggio di lunedì è stata diramata dalla AVT la notizia della temporanea sospensione
delle corse per "effettuare i dovuti controlli e ripristinare il più presto
possibile l'ordinario esercizio di una corsa ogni venti minuti". Al telefono
l'Amministratore Delegato dell'Azienda, l'Architetto Ambrogio Mazzucchelli conferma la
stessa versione, dato «l'afflusso record di 4.000 persone nella sola domenica ha
costretto gli addetti a ri-tirare la fune a causa dell'instancabile lavoro
dell'impianto. Comunque nulla di cui aver paura, tornerà tutto normale alle 7.00 di
domattina».
Sarà vero, ma la curiosità di sapere come la pensano i diretti
interessati è forte.
Arrivati in Piazzale Poliaghi, si incontrano subito
due veterani del Sacro Monte, Oreste Ricotti, 76 anni e Fernando Malnati, (nella
foto a sinistra) che di primavere ne ha viste 72, entrambe pensionati da circa
una decina d'anni. Non si fa in tempo a chiedere un commento circa questa prima due giorni
di funicolare che ecco il primo scatenarsi: «non riesco a capire perché dobbiamo
prendere per forza la funicolare, c'è qualcosa d'illogico. Fino al 29 luglio potevamo
prendere la "C" e arrivare direttamente al piazzale dove ci troviamo ora, e se
proprio si voleva raggiungere il Campo dei Fiori c'era la navetta. Oggi no, bisogna
prendere ben tre mezzi per arrivare alla meta quotidiana che da 10 anni, inverno compreso,
ci vede gli unici frequentatori assidui del posto».
«Senza considerare i residenti - continua il signor Malnati - che debbono farsi un bel
pezzo a piedi in più, oltre al biglietto che è aumentato e la scomodità dovuta alla
quantità di mezzi da prendere».
Giunti alla funicolare, gli uffici sono chiusi e vuote le cabine che continuano il
saliscendi per le prove che assicureranno la ripresa delle corse. «Lavori di ordinaria
amministrazione - gracchia, metallica, la voce dell'addetto che risponde al citofono -
stiamo registrando i cavi e le corse riprenderanno domani regolarmente. Prima
corsa ore 7.00».
Non resta che fare ritorno verso casa. Ultima
fermata, d'obbligo prima della discesa (in auto, naturalmente), è al Bar Piccolo, nel
piazzale, dove si incontrano i veci del paese: Amos, 75 anni e Giglio Canali, (nella foto a destra) classe 1927, che per sostenere il suo dissenso
alle "novità" introdotte dalla funicolare sfodera dal portafoglio un ingiallito
articolo della Prealpina risalente al 96 che ritrae un suo commento sulla vicenda. «Penso
che il Comune abbia sbagliato a far partire la funicolare prima di aver ultimato i lavori
nella galleria: così facendo si aumentano i disagi, e non mi riferisco ai giovani con le
gambe buone, ma a noi anziani, che per raggiungere Varese veniamo sballottati a destra e
sinistra». Ed è meglio fermarsi qui nella cronaca dei commenti perché il caldo e
il rosso, contribuiscono non poco a rendere caustiche le parole nei confronti di chi ha
gestito la vicenda funicolare.
Sembrerà strano, ma l'unico giovane della combriccola, Davide, 16
anni e nipote del signor Canali, sembra dare ragione al nonno. E, assicura, non è il solo
tra i ragazzi a pensarla così.
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