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Ore 12.55.29
Giorno
04/06/07
Varese - Consorzi di vigili, la soluzione utilizzata da molti amministratori per garantire, soprattutto nei comuni più piccoli la vigilanza notturna
"Un occhio in più sul territorio"

Maggiore sicurezza per il cittadino, prevenzione e repressione della microcriminalità, sicurezza sulle strade, fra le principali motivazioni che inducono gli amministratori pubblici a stipulare convenzioni sulle polizie municipali. Diffusasi negli ultimi periodi soprattutto fra i piccoli comuni, questa pratica consente agli aderenti di "usare" in forma associata i propri vigili. Vantaggio principale della convenzione, la possibilità di effettuare turni di vigilanza notturni, che richiedono un equipaggio minimo di due persone e impraticabili laddove esiste un solo vigile.

Diverse le esperienze in provincia, qualcuna fallita, ma molte altre sono in cantiere, come la convenzione che si sta ultimando per consorziare i cinque comuni di Carnago, Caronno Varesino, Castelseprio, Castronno e Morazzone. Essa metterà in collegamento questi paesi permettendo la sorveglianaza notturna su tutto il territorio. Ad agosto questo sevizio sarà intensificato ricorrendo ad una società privata.

«Il vantaggio di queste operazioni -afferma Fabrizio Taricco, sindaco di Carnago- consiste nel mettere insieme più esperienze, oltre che uomini e risorse.» «Spesso ci sono situazioni comuni che si verificano a turno in tutti i paesi vicini, una maggiore conoscenza e scambio di informazioni può aiutare».

Sulle motivazioni, la principale è la prevenzione, rispetto ai furti «La sicurezza è uno dei motivi principali che portano le amministrazioni a rafforzare la vigilanza -afferma il sindaco- adesso non è un periodo di allarme, ma in passato si sono manifestati episodi spiacevoli e visto che si avvicinano le ferie, è meglio avere un occhio in più sul territorio».

Fra le risorse in più di cui si avvarranno gli equipaggi di vigilanza notturna, oltre alle macchine di servizio, telefoni cellulari e porto d'armi, di cui il personale di Carnago è già in possesso.

Porto d'armi, giubbotti anti proiettili, autolvelox, addestratore, esercitazioni al poligono di tiro, queste le risorse e i requisiti del corpo di vigilanza notturna brebbiese. Un'esperienza singolare quella caldeggiata e realizzata dal sindaco Adolfo D'Agata. A fronte di una situazione giudicata incerta, anche questo comune ha tentato la via del consorzio, ma le reticenze e le esitazioni avanzate dagli amministratori dei paesi vicini, hanno spinto D'Agata a muoversi autonomamente, ricorrendo a vigili esterni, nove componenti in tutto al servizio della sola Brebbia.

«E' un corpo di pubblica sicurezza a tutti gli effetti, fatto da professionisti preparati -ha affermato D'Agata- che risponde al bisogno di sicurezza dei cittadini.» «L'emergenza -continua- richiede immediatezza, gli altri comuni hanno tentennato e Brebbia si è organizzata da sè».

Oltre alla prevenzione della microcriminalità, le pattuglie notturne, composte da un minimo di tre uomini controllano che sulle strade del comune di Brebbia siano rispettati i limiti di velocità e non si commettano altre infrazioni del codice stradale.

Giace ancora nei cassetti il progetto di convenzione fra Saltrio, Cantello e Clivio, che avrebbe già dovuto essere operante, mentre la richiesta di alcuni cittadini, nell'ambito di un'assemblea sull'ordine pubblico, tenutasi il 17 luglio scorso a Fagnano Olona, non è dispiaciuta al sindaco del paese. Se il consorzio andasse in porto, si potrebbe ipotizzare la collaborazione con i comuni limitrofi di Gorla Maggiore e Cairate.

Fra le varie esperienze da annoverare anche i bilanci negativi. Dal marzo 1998 fino al marzo del 1999, ha funzionato un consozio che ha unito i comuni della Val Bossa. Un progetto sperimentale durato un anno e fallito per incongrue ragioni. Lauri Augusto, responsabile della polizia municipale di Daverio parla di ingerenze politiche dei comuni aderenti, fra l'altro poco coordinati fra loro, ma anche di una mole di lavoro eccessiva, sei vigili per otto comuni, un territorio troppo vasto da sorvegliare, segno che non sempre la soluzione del consorzio funziona. Ma l'idea in questi comuni non è stata totalmente abbandonata, all'orizzonte infatti un nuovo e potenziato progetto potrebbe in futuro consorziare nuovamente i piccoli paesi della Val Bossa.

                                                              Catia Spagnolo

                                       

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