Due miliardi e
ottocento milioni è il risultato economico dell'esercizio 1999 del Comune di Varese.
L'interesse sul rendiconto non è certo pari all'approvazione del consiglio, ma resta come
un momento di verifica anche politica.
Ieri sera, in consiglio comunale, il rendiconto è stato approvato dalla maggioranza senza
problemi (venti voti contro nove).
Il bilancio presenta tutti conti in attivo.
Ci sono alcuni aspetti interessanti per i cittadini, al di là dell'aridità che ogni
bilancio sembra portarsi con sé. Il Comune spende il 36% (pari a 45.832.800.000 lire)
delle risorse correnti ai servizi alla persona (istruzione, cultura, sport e servizi
sociali); il 30,5% ( pari a 38.860.900.000 lire ) ad interventi sul territorio (parchi,
giardini, viabilità, trasporti, igiene ambientale, ecc); il 33,5% ( pari a 42.593.700.000
lire) per i servizi amministrativi (servizi civici e istituzionali, patrimonio, vigili,
servizi amministrativi, ecc). Un dato di rilievo è quello
che il grado di copertura dei servizi pubblici a domanda individuale è del 41,42%. da
notare che i termini di legge prevedono una copertura almeno del 36%.
"L'avanzo di amministrazione, che ammonta a fine esercizio a 10 miliardi e 452
milioni, risultante dalla differenza tra i residui attivi da riportare, ammontanti a 129
miliardi e 809,5 milioni (cui si aggiunge il fondo di cassa a fine esercizio di 3 miliardi
e 66,1 milioni) e i residui passivi al 31.12.99 ammontanti a 122 miliardi e 423,5 milioni.
Su questi numeri c'è stato un dibattito davvero risicato.
Intervento "d'ufficio" di Maresca per i Ds e poi di Scardeoni che ha rinnovato
la richiesta di rivedere alcuni parametri e tariffe tenendo conto di nuove povertà che
anche in città sono sempre più presenti.
Replica dell'assessore e del funzionario e poi voto con maggioranza e opposizione sulle
rispettive posizioni.
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