Un dramma apparentemente inspiegabile. Avevano appena comprato casa a Cuasso,
frazione Alpe Tedesco, eppure meditavano di uccidersi. Così una famiglia tedesca, nel
pomeriggio di ieri, ha tentato un suicidio collettivo in auto: marito, moglie, la madre di
lei e il loro cane. Si sono recati con la loro Audi A6 verde in località Cavallizza, una
stradina sterrata poco lontano da casa che scende verso un torrente isolato, hanno
attaccato un tubo di gomma al gas di scarico, lo hanno fatto passare lungo il finestrino
posteriore sinistro tamponando la fessura con degli asciugamani e poi hanno acceso l'auto
aspettando di morire insieme. Lui, Detlev Kussmann di 46 anni é deceduto; la moglie Anna
Angelika Pildner di 44 e la madre Gurtschle Pildner di 71 anni si trovano in
gravissime condizioni al reparto rianimazione dell'Ospedale di Circolo di Varese con i
polmoni bruciati dall'ossido di carbonio. Il loro cane, un mistosangue nero di taglia
media, é morto anche lui nell'auto. L'allarme é stato dato intorno alle 17 e 30 da un
passante che scendeva verso il torrente. L'uomo ha subito spento il gas e ha tentato di
estrarre le tre persone, chiamando prontamente le autoambulanze, la Polizia e i
Carabinieri. Per Detlev Kussmann non c'era più nulla da fare. La moglie e la madre
respiravano ancora e sono state trasportate d'urgenza all'Ospedale di Varese. Sul posto é
accorsa una piccola folla di curiosi, mentre Vigili del fuoco e forze dell'ordine
presidiavano lo spiazzo boschivo nel quale giaceva ancora il corpo dell'uomo e
dell'animale. Verso le venti é arrivato il magistrato di turno, la dottoressa Sara
Arduini, da pochi giorni in servizio presso il Tribunale di Varese, accompagnata dal Pm
Enrico Paganini. Dopo un primo sopralluogo il sostituto procuratore ha riferito che gli
indizi che portano ad avvalorare la tesi del suicidio appaiono quasi inequivocabili. Ma
non tutto é chiaro. Resta da capire il perché di un simile gesto. I Kussmann avevano appena acquistato la casa
all'Alpe del Tedesco, provenienti da Parma. Solo tre giorni fa i vicini li avevano visti
sistemare la mobilia, scaricata da due grossi camion di traslochi. Perché allora? La
risposta potrebbe stare nel bigliettino scritto a mano che gli inquirenti hanno ritrovato
in una tasca laterale dell'auto. Nella lettera, scritta in inglese, la famiglia chiede di
rivendere la casa al prezzo più alto possibile e di dividere tra i parenti la somma.
Erano forse oppressi da qualche problema finanziario? La risposta potrebbero darla le due
donne ricoverate in ospedale se riusciranno a salvarsi. Il magistrato é passato in serata
anche del Circolo per rendersi conto delle loro condizioni, ma dalla visita al Reparto
rianimazione non è emerso nulla di rilevante. Si attende ora una perizia sul corpo del
cane. Ha tentato in qualche modo di scampare all'incredibile proposito dei suoi padroni o
é rimasto buono fino all'ultimo per condividerne la sorte? Tutti particolari utili a
ricostruire la dinamica, ma che dicono poco su questa famiglia tedesca. I vicini li
conoscevano appena e li descrivono come persone riservate arrivate da poco tempo.
Increduli anche i precedenti proprietari della casa in cui vivevano: una villetta con
giardino, accanto alla strada, a due passi dalla locanda della frazione. Nel cortile
un'altra automobile rossa, sedie da giardino, la ghiaia ben curata. Il luogo che hanno
scelto per farla finita si trova invece poco dopo Cavagnano, conosciuto come la
Cavallizza: quattrocento metri di discesa nel bosco e poi una piccola piazzola. Pensavano
che nessuno li avrebbe mai trovati lì. E invece il destino ha voluto che un ignaro
passante si trovasse testimone del loro suicidio collettivo, cambiando in parte il corso
di questa storia.
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