"Varese città razzista? Ma no"- E la rissa di via Veratti tra albanesi e
italiani?
"L'episodio di domenica scorsa poteva succedere in qualsiasi
città e tra qualsiasi tifoseria."
A ridimesionare la lite furibonda scoppiata al termine dell'incontro
di calcio tra Italia e Francia è il vicequestore di Varese Luigi Minchella.
" Si sa, quella partita è stata vissuta da tutti in modo
passionale. La conclusione così amara ha esacerbato gli animi. E' bastata una scintilla
perchè scoppiasse il finimomondo."
- Nessun caso di intolleranza, quindi.
" La mia esperienza, maturata negli ambienti istituzionali ma
anche come privato cittadino, mi induce a giudicare Varese non solo una città tollerante
ma anche generosa. Ricordo ancora l'abnegazione di don Michele Barban , qualche anno fa,
quando in pieno ferragosto ci aiutò a sistemare alcuni extracomunitari in condizioni
precarie. Ci sono molti esempi di altruismo. Eventualmente, si dovrebbe parlare di
superficialità da parte di questi albanesi che non hanno compreso la delicatezza
dell'argomento. L'italiano , su alcuni temi come la "nazionale di calcio", è
piuttosto passionale. Al termine dell'incontro il clima era sicuramente esasperato, è
stata sufficiente una piccolissima scintilla per scatenare il putiferio. "
" Con ciò - precisa, però, il vicequestore - non voglio
giustificare i partecipanti alla mega rissa, o, peggio, sottovalutare l'episodio. Lo
scontro è avvenuto, ne abbiamo preso atto, vigileremo in futuro per evitare il ripetersi
di simili provocazioni pericolose. Ma per quanto riguarda il caso particolare, secondo me,
è doveroso ridimensionare l'accaduto e qualificarlo come un'esecrabile rissa tra
tifosi."
Controllare il territorio, dunque, prevenire e non reprimere. Questa
la ricetta per amministrare il territorio, anche alla luce delle direttive impartite a
Roma dal ministro degli interni Enzo Bianco a tutti i questori d'Italia.
"I varesini vogliono una cosa sola: giustizia.
Chiedono maggior sicurezza e vogliono vedere condannato chi sgarra, di qualsiasi
nazionalità sia. E noi - prosegue il dottor Minchella - stiamo facendo del nostro
meglio. Abbiamo aumentato il numero delle pattuglie in circolazione, togliendo il
personale dagli uffici, come ha chiesto il ministro. In alcuni momenti abbiamo in
circolazione persino quattro squadre contemporaneamente. Chiaro che, ed è il problema
della coperta troppo corta, l'organico non è sufficiente, ma l'importante è concentrare
gli sforzi dove servono. Sono periodici i controlli del territorio che organizziamo in
collaborazione con le altre forze dell'ordine. A volte, per periodi particolari, chiediamo
dei rinforzi a Roma: durante le vacanze, per esempio, quando la città si svuota e le zone
di turismo del lago si riempiono. Tutto sommato, la situazione non è critica: nostro
compito è mantenerla tale.
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