Aldo Fumagalli si è recato questo pomeriggio (sabato 8)
in visita all'ex capo dello stato Francesco Cossiga. Il sindaco di Varese era accompagnato
dalla moglie e dal direttore generale del Comune Dott. Alfieri. Insieme a loro anche il
senatore Antonio Tomassini e l'ex ministro Giuseppe Zamberletti, amico di lunga data del
presidente Cossiga. Il malato illustre é apparso in
ottima forma. Ha accolto gli ospiti nella stanza del Reparto Ortopedia dell'Ospedale di
Circolo nel quale sta completando la convalescenza dopo l'intervento all'anca. L'ex capo
dello stato ha detto che rimarrà nell'ospedale varesino per tutta la rieducazione,
elogiando la qualità della struttura e la professionalità di tutto il personale medico e
paramedico.
Cossiga si é intrattenuto con i suoi ospiti toccando vari
argomenti di conversazione. Innanzitutto ha chiesto scherzosamente dove sia possibile
trovare un ristorante senza scalini. Ha poi conversato brevemente con il sindaco e con la
moglie, anche lei originaria della Sardegna. «E dove l'ha trovata?» ha osservato
divertito Cossiga. Ha poi offerto dei dolci sardi ai presenti, abbandonandosi ad alcune
descrizioni della sua regione. Tra una parole e l'altra ha anche avuto modo di riferire
qualche aneddoto più o meno noto, passando da Margaret Tatcher a Helmut Schmit a Umberto
Bossi, chiamato per telefono prima di una campagna elettorale in cui la Lega si apprestava
a lanciare il suo candidato contro l'amico Giuseppe Zamberletti. E proprio Zamberletti é
stato salutato con molto calore dal presidente. «Il migliore dei ministri dell'interno
possibili» la ha definito, e ancora «l'unico mio discepolo politico».
Cossiga ha poi riferito di come trascorre le sue giornate
varesine. Sveglia la mattina presto, preghiere, caffé, esercizi fisici e poi passeggiate.
La sera cena alle 6, «ma qualche pezzo di formaggio me lo tengo - ha suggerito - perché
alle 10 ho già digerito tutto». Nei prossimi giorni sarà anche possibile vederlo con la
scorta a spasso per le nostre zone.
Una considerazione infine sulla scelta di Varese. «Conosco
Paolo Cherubino (il professore che l'ha operato, ndr) da quando aveva otto anni e
desideravo andare in una struttura pubblica». «Non voglio privilegi - ha poi aggiunto -
l'unico che mi é stato concesso l'ha richiesto la scorta: questa stanza tutta per me».
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