E' un evento
nazionale, ma soprattutto mondiale, il World pride, la giornata organizzata dal
movimento gay e prevista per quest'anno a Roma l'8 luglio. Scuote le coscienze,
suscita il dibattito e fa lievitare il tono delle polemiche sui giornali. Ma cosa farà
varese per il World Gay Pride?
«C'è una buona mobilitazione a livello locale per organizzare la partecipazione a
livello romano»- spiega Stefano Spadafora, già presidente - e fondatore - del circolo
arci gay di Varese, da molti anni nel consiglio nazionale di arci gay nazionale, e
collaboratore dell'ufficio "nuovi diritti" della CGIL nazionale: la persona più
adatta per fare il punto della situazione a Varese «rifondazione comunista organizza un
pullman, e si muove anche il circolo di Varese di arcigay»Qual'è
la storia a Varese del movimento gay?
«Il circolo di Varese di Arci gay è nato nel 1987, tredici anni fa. Da allora sono state
fatte molte cose cose, insieme ai partiti e alle associazioni - laiche ma anche cattoliche
- cose che hanno cambiato anche in modo importante la realtà dei gay. Non tutti si
ricordano più che nel 1993 simao riusciti ad avere un incontro ufficiale con il sindaco
di allora, Raimondo Fassa, per discutere dei nostri problemi. E meno ancora si ricordano
del nostro incontro con i funzionari della Digos di Varese per chiedre che i gay non
fossero vittime di vessazioni con la polizia nei loro luoghi di incontro, e il lavoro per
migliorare i rapporti con l'ambiente cattolico ed ecclesiale. Però tutto questo c'è
stato, e ha migliorato la quotidianità degli omosessuali varesini, consentendo loro di
vivere in un modo un pò più sereno».
Anche adesso, con tutti i riflettori puntati addosso?
«I commenti di questi giorni e certe iniziative politiche rischiano di farci ripiombare
indietro a prima dell'87. E il primo a dare un calcio in faccia alla democrazia è stato
l'attuale presidente del consiglio giuliano Amato, con quel "purtroppo c'è la
costituzione" . Ma anche la mozione del gruppo parlamentare di Forza Italia che ha
stigmatizzato il world gay pride come di un avvenimento non conforme al giubileo,
come se tutto ciò che accade nel duemila debba diventare per forza giubilare. E mi ha
deluso anche la signora Colli, che ha dichiarato di non conoscere la posizione del suo
partito in merito, quando la mozione era stata fatta due giorni prima ed era su tutti i
giornali... »
Affermazioni discriminanti...
«Ciò che è messo in discussione con le polemiche di questi giorni
non è la discriminazione dell'omosessuale, ma in generale i
diritti del cittadino: non è possibile mettere in discussione il diritto costituzionale
di sfilare e riunirsi. E questa affermazione è così tanto vera che sappiamo già che
sarà il World Pride più partecipato in assoluto dagli eterosessuali: sono stati
calpestati tanto i diritti della persona in generale, che anche quelli che prima non si
occupavano delle nostre battaglie sfileranno con noi».
Si diceva "essere sotto i riflettori": pensa che
questo servirà ai gay varesini per "tirare fuori" il loro orgoglio o li
spaventerà ancor di più?
«A volte temo che tutto questo can can spaventi ancora più gli omosessuali varesini. A
volte invece penso che possa rappresentare un grosso aiuto per i giovanissimi e i teen
agers perchè perlomeno così vivono un momento in cui c'è si un'opposizione forte, ma ci
sono anche singoli cittadini e forze politiche e dell'associazionismo che si schierano a
favore dell'omosessualità. In questo momento tutto si possono sentire i giovani tranne
che soli. Speriamo che avere accanto tanti compagni e amici che manifestano così
palesemente solidarietà possa rappresentare la volta buona per rendere Varese meno
sonnolenta e catacombale, consentendo ai gay di vivere un pò di più il proprio senso di
appartenenza ad una comunità. Che c'è anche qui, nè più nè meno come nel resto
d'Italia».
Per informazioni:
Arcigay Arcilesbica "Ernesto"
Via Piave 6
Tel. 0332/235959 Fax 0332/235959
Web: http://www.gay.it/arcigay/varese
E-Mail tds1@iol.it
|