Saranno
centinaia di migliaia, sabato a Roma per il WorldPride 2000. Gay, lesbiche transessuali,
transgender, bisessuali, eterosessuali per quella che, da battaglia per i diritti
all'uguaglianza degli omosessuali è assurta ad una dimensione più universale per la
difesa e l'affermazione dei diritti dell'uomo.Fra gli
organizzatori Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, alla cui presidente Imma
Battaglia risale la proposta, due anni fa, della Roma del Giubileo come sede non dell'Euro
Pride, storico appuntamento europeo, bensì del World Pride, il primo incontro
internazionale che radunasse il movimento glbt (gay, lesbiche ,bisessuali transessuali) da
tutto il mondo. E all'affermazione dell'orgoglio omosessuale al World Pride del 2000 si
uniranno le battaglie di tutte le minoranze per invocare diritti uguali per tutti.
Diritti uguali per tutti,
fine delle
discriminazioni, celebrazione
delle differenze gli obiettivi della manifestazione, a cui parteciperà anche una piccola
rappresentanza dell'Arcigay di Varese, nonché l'ex presidente dell'associazione Stefano
Spadafora e Gianni Geraci dell'associazione ecumenica Guado. Con uno striscione e ben
visibili, com' è nei loro intenti ci saranno anche i ticinesi dello Spazio gay di Lugano.
Nelle strade della capitale manifesteranno contro ogni tipo di violenza, da quella di stato a quella
religiosa, contro la pena di morte, cui sono sottoposti gli omosessuali in paesi come
lAfganistan, manifesteranno contro la violenza razziale e contro la violenza
giovanile, manifesteranno contro lo sfruttamento minorile e gli abusi sessuali, in poche parole manifesteranno per i diritti
civili.
Dal 1969 gay e lesbiche di tutto il mondo marciano
per i loro diritti e per ricordare Stonewall Inn, da dove tutto ha avuto inizio, quando il
28 giugno una pattuglia di polizia fece irruzione nel club di Christopher Street nel
Greenwich Village di New York, la cui clientela era prevalentemente omosessuale. Ultima di
una lunga serie di retate, giustificate dalla polizia con la vendita non autorizzata di
alcolici, in cui200 persone furono identificate e tre transessuali arrestati: indossavano
infatti meno di tre capi di vestiario consoni al proprio genere e per le leggi americani
ciò era illegale.
Fu levento scatenante e limput per milioni di omosessuali, lesbiche per
affermare se stessi al mondo intero, per gridare al mondo lorgoglio di essere
omosessuale e di esigere per questo rispetto come ogni uomo e donna deve pretendere.
"Gay pride" fu lidea proposta nel 1970 da Craig Schoonmaker, fondatore
della rivista gay Homosexuals Intransigent!, per la prima dimostrazione in ricordo
di Stonewall, che ha assunto un significato particolare per la comunità omosessuale e
lesbica internazionale.
Simbolo dellorgoglio omosessuale la Rainbow Flag, la bandiera arcobaleno,
disegnata da Gilbert Baker, un artista di San Francisco nel 1978, su richiesta della
comunità gay locale in ricerca di un simbolo. Baker ha disegnato una bandiera con 8
strisce colorate: pink per il sesso, rosso per la vita, arancio per la guarigione, giallo
per il sole, verde per la natura, turchese per l'arte, indigo per l'armonia e viola per lo
spirito.
Versioni casalinghe di questa bandiera sono apparse per la prima volta durante il Gay
Freedom Day Parade del 1978. Successivamente la bandiera è diventata di sette poi di sei
colori. La bandiera non ha un "lato giusto". Nella bandiera arcobaleno è spesso
compreso anche il triangolo rosa, introdotto dal regime nazista per identificare gli
uomini omosessuali nei campi di concentramento. La bandiera della pace con i colori
dell'arcobaleno (rainbow) diventa il simbolo della "resistenza" omosessuale, e
caratterizza le marce del movimento nelle maggiori città del mondo (New York, Washington,
San Francisco, Londra, Parigi, Berlino, Sidney, Madrid e dal 1994 anche Roma).
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