L'assemblea
generale dell'unione industriali è ogni anno innanzitutto una grande kermesse, dove i
personaggi di spicco non solo dell'industria, ma anche della politica e della società
varesina in generale fanno pesare la loro presenza, e colgono nello stesso tempo
l'occasione di ascoltare personaggi assai più importanti o famosi di loro. Una
incredibile sarabanda di uniformi di gala e giacchecravatte, possibilmente scure, che
impacchettano, nella stragrande maggioranza dei casi, volti noti o per i quali
perlomeno domandarsi "ma dove l'ho già visto?". Per tutti, la consapevolezza di
essere all'evento varesino dell'anno: con ministro assicurato e, in casi come quello di
quest'anno, anche la prima uscita assoluta del neoeletto presidente di Confindustria
Antonio D'Amato. Che si è rivelato grande sorpresa della giornata, guadagnandosi il
titolo di protagonista dell'evento 2000, con buona pace di tutti i prestigiosi altri
attori, ritrovatisi improvvisamente comprimari: Enrico Letta, il ministro dell'industria,
compreso. E compresa pure, con un effetto boomerang imprevisto, la relazione del
presidente Univa Marino Vago. Sono infatti spesso
strettamente incentrati sull'intervento di D'Amato i principali commenti degli intervenuti
all'assemblea, come ha saputo ben sintetizzare il Procuratore del tribunale di Varese
Giovanni Pierantozzi: "Limmediatezza, la spontaneità che ha saputo dare
DAmato al suo discorso è stata la nota dominante di questa assemblea".
Pierantozzi, ovviamente, non è stato il solo a commentare la
personalità del nuovo presidente della Confindustria: "Mi è piaciuto DAmato: un tipo combattivo, che mostra un
cambiamento di marcia in Confindustria.- ha commentato Giancarlo
Giorgetti, segretario provinciale e deputato della Lega Nord - In compenso ho trovato imbarazzante il confronto con il ministro
Letta, che è pur anche bravo, ma che ha mostrato quanto lo Stato non sia in grado di dare
risposte su questi argomenti".
"Sia la relazione di Vago che quella di D'Amato si
sono rivelate ottime - ha commentato il presidente della Lindt Toto Bulgheroni -
D'Amato in particolare ha rivelato personalità, determinazione e concentrazione sui punti
chiave del discorso".
"DAmato è stato una vera sorpresa:- ha ammesso a caldo
il presidente della provincia di Varese Massimo Ferrario - è concreto,
concentrato sui fatti, e decisamente "vispo". Il ministro Letta, al contrario,
lho trovato poco sintonizzato sugli argomenti, non in grado di dare risposte vere.
Peccato, perché è bravo. Ma non ha respiro né strumenti per lavorare meglio".
"Il nuovo presidente di Confindustria è stato una vera sorpresa per
lincisività e la trasparenza delle sue parole.- ha detto Sergio Bellani,
direttore dellUniascom varesina - Poi, si capisce che parla un linguaggio simile al
nostro
"
Non tutti naturalmente hanno toni entusiastici per il neo presidente di Confindustria,
che ha trascorso i primi anni della sua vita professionale a Caronno Pertusella, inviato
da papà a dirigere una delle sue aziende. Giovanni Martina, per
esempio, ha trovato le sue dichiarazioni "In linea con le usuali posizioni di
Confindustria - ha commentato freddamente il neoeletto consigliere regionale di
Rifondazione Comunista - Latteggiamento di D'Amato e suoi modi sembrano quasi
populisti, ma alla fin fine lattenzione alle cose è la stessa di sempre: nei
confronti dei lavoratori, per esempio, è pressoché nulla".
"In generale ho notato in
tutti i protagonisti la scelta di una linea "soft", senza esasperazione di
toni:- ha annotato invece il consigliere regionale Diesse Daniele Marantelli - DAmato è uno abile ma è stato più volte
contraddittorio durante il suo discorso, come quando ha parlato del periodo dell'entrata
nell'Euro"
"D'Amato è, diversamente dal suo predecessore, un presidente
di Confindustria che parla il linguaggio della politica, e ha portato prepotentemente
allinterno dellassemblea dellUniva tutti i temi polemici dell'assemblea
nazionale. - ha rilevato invece Ivana Brunato, segretaria generale della CGIL
varesina - Ma se si scimmiotterà questa tendenza nazionale nel territorio sarà difficile
riuscire a cominciare un vero e serio dialogo, specie se, nello stesso momento in cui si
chiede al sindacato di rientrare nei ranghi delle proprie competenze, il presidente della
Confindustria comincia a fare politica".
Molti comunque non si sono fatti distrarre dall'avvenimento di portata nazionale, la
prima uscita da presidente di Confindustria di D'Amato, e hanno portato la loro
solidarietà - o le loro critiche - anche alla relazione del presidente dell'unione
varesina, Marino Vago: "Condivido pienamente la relazione di Marino Vago e sono molto
interessato in particolare al passo del discorso sullenergia, che va affrontato
trovando gli spazi adatti per fare sviluppare la questione - ha dichiarato il presidente
della provincia Massimo Ferrario - Sono assolutamente daccordo, inoltre, sul
discorso delle infrastrutture".
"La parte dellintervento di Vago che ho apprezzato di più è stata quella
sull'organizzazione statale - ha spiegato il sindaco di Varese Aldo Fumagalli -
anche se poi ora tutti parlano di federalismo e di organizzazione decentrata. Per rendere
naturale questipotesi ci sono voluti 50 anni, speriamo che non ce ne vogliano altri
50 per cambiare davvero le cose
"
"Vago ha fatto una relazione chiara, trasparente e a 360 gradi, comportandosi
quasi da "Ministro". - ha commentato con compiacimento il senatore di Forza
Italia Antonio Tomassini - E' il ministro Letta invece che è stato
"Vago" nella sua relazione...".
Gli appunti più circostanziati alla relazione del presidente dell'unione industriali
varesina arrivano da due consiglieri regionali del centro sinistra. Daniele Marantelli ha
trovato nei giudizi di Vago "Un conformismo eccessivo, pur apprezzando la sua idea
sullenergia: unidea buona che però non può aggirare libera concorrenza e
dimensione europea. La relazione è stata evasiva inoltre sul punto di Malpensa , che è
una realtà locale che va affrontata, e assolutamente assente sul grande tema
dellimmigrazione, un tema che non che non può essere eluso"
Mentre Giuseppe Adamoli, da poco tornato dopo otto anni dalle sue dimissioni
sui banchi del Pirellone, ha sottolineato che "Dallassemblea dellUniva è
emersa anche questanno una spinta importante verso la modernizzazione delle regole,
del metodo, del governo stesso del sistema Italia che ritengo positivo e che lintero
centro sinistra deve valutare con grande serietà. Concordo pienamente anche sulla
sollecitazione fortissima non solo verso ladeguamento di strutture e infrastrutture
tradizionali ma anche verso la creazione di nuovissime infrastrutture della comunicazione,
come le linee di trasmissione a banda larga. Su Malpensa invece capisco e condivido
lesigenza espressa dallUniva di ridurre le polemiche inutili e di aumentare i
gesti positivi e costruttivi: trovo però sbrigativo qualificare la tutela degli interessi
giusti e legittimi della popolazione locale come opera discutibile della lobby dei
sindaci".
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