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Ore 12.56.53
Giorno
04/06/07
D'Amato ruba la platea a Vago e al ministro Letta

È D'Amato la star dell'assemblea generale 2000

Vago: "Dobbiamo tornare a pensare in grande"

 

Varese - Ruotano intorno alla sua figura la maggior parte dei commenti "eccellenti" venuti fuori dalla kermesse dell'unione industriali varesina
È D'Amato la star dell'assemblea generale 2000

Antonio D'Amato L'assemblea generale dell'unione industriali è ogni anno innanzitutto una grande kermesse, dove i personaggi di spicco non solo dell'industria, ma anche della politica e della società varesina in generale fanno pesare la loro presenza, e  colgono nello stesso tempo l'occasione di ascoltare personaggi assai più importanti o famosi di loro.  Una incredibile sarabanda di uniformi di gala e giacchecravatte, possibilmente scure, che impacchettano,  nella stragrande maggioranza dei casi, volti noti o per i quali perlomeno domandarsi "ma dove l'ho già visto?". Per tutti, la consapevolezza di essere all'evento varesino dell'anno: con ministro assicurato e, in casi come quello di quest'anno, anche la prima uscita assoluta del neoeletto presidente di Confindustria Antonio D'Amato.  Che si è rivelato grande sorpresa della giornata, guadagnandosi il titolo di protagonista dell'evento 2000, con buona pace di tutti i prestigiosi altri attori, ritrovatisi improvvisamente comprimari: Enrico Letta, il ministro dell'industria, compreso. E compresa pure, con un effetto boomerang imprevisto, la relazione del presidente Univa Marino Vago.

Sono infatti spesso strettamente incentrati sull'intervento di D'Amato i principali commenti degli intervenuti all'assemblea, come ha saputo ben sintetizzare il Procuratore del tribunale di Varese Giovanni Pierantozzi: "L’immediatezza, la spontaneità che ha saputo dare D’Amato al suo discorso  è stata la nota dominante di questa assemblea".

Pierantozzi, ovviamente, non è stato il solo a commentare la personalità del nuovo presidente della Confindustria: "Mi è piaciuto D’Amato: un tipo combattivo, che mostra un cambiamento di marcia in Confindustria.- ha commentato Giancarlo Giorgetti, segretario provinciale e deputato della Lega Nord - In compenso ho trovato imbarazzante il confronto con il ministro Letta, che è pur anche bravo, ma che ha mostrato quanto lo Stato non sia in grado di dare risposte su questi argomenti".

"Sia la relazione di Vago che quella di D'Amato si sono rivelate ottime - ha commentato il presidente della Lindt Toto Bulgheroni - D'Amato in particolare ha rivelato personalità, determinazione e concentrazione sui punti chiave del discorso".

"D’Amato è stato una vera sorpresa:- ha ammesso a caldo il presidente della provincia di Varese Massimo Ferrario - è concreto, concentrato sui fatti, e decisamente "vispo". Il ministro Letta, al contrario, l’ho trovato poco sintonizzato sugli argomenti, non in grado di dare risposte vere. Peccato, perché è bravo. Ma non ha respiro né strumenti per lavorare meglio".

"Il nuovo presidente di Confindustria è stato una vera sorpresa per l’incisività e la trasparenza delle sue parole.- ha detto Sergio Bellani, direttore dell’Uniascom varesina - Poi, si capisce che parla un linguaggio simile al nostro…"

Non tutti naturalmente hanno toni entusiastici per il neo presidente di Confindustria, che ha trascorso i primi anni della sua vita professionale a Caronno Pertusella, inviato da papà a dirigere una delle sue aziende.  Giovanni Martina, per esempio,  ha trovato le sue dichiarazioni "In linea con le usuali posizioni di Confindustria - ha commentato freddamente il neoeletto consigliere regionale di Rifondazione Comunista - L’atteggiamento di D'Amato e suoi modi sembrano quasi populisti, ma alla fin fine l’attenzione alle cose è la stessa di sempre: nei confronti dei lavoratori, per esempio, è pressoché nulla".

"In generale ho notato in tutti i protagonisti la scelta di una linea "soft", senza esasperazione di toni:- ha annotato invece il consigliere regionale Diesse Daniele Marantelli - D’Amato è uno abile ma è stato più volte contraddittorio durante il suo discorso, come quando ha parlato del periodo dell'entrata nell'Euro"

"D'Amato è, diversamente dal suo predecessore, un presidente di Confindustria che parla il linguaggio della politica, e ha portato prepotentemente all’interno dell’assemblea dell’Univa tutti i temi polemici dell'assemblea nazionale. - ha rilevato invece Ivana Brunato, segretaria generale della CGIL varesina - Ma se si scimmiotterà questa tendenza nazionale nel territorio sarà difficile riuscire a cominciare un vero e serio dialogo, specie se, nello stesso momento in cui si chiede al sindacato di rientrare nei ranghi delle proprie competenze, il presidente della Confindustria comincia a fare politica".

Molti comunque non si sono fatti distrarre dall'avvenimento di portata nazionale, la prima uscita da presidente di Confindustria di D'Amato, e hanno portato la loro solidarietà - o le loro critiche - anche alla relazione del presidente dell'unione varesina, Marino Vago: "Condivido pienamente la relazione di Marino Vago e sono molto interessato in particolare al passo del discorso sull’energia, che va affrontato trovando gli spazi adatti per fare sviluppare la questione - ha dichiarato il presidente della provincia Massimo Ferrario - Sono assolutamente d’accordo, inoltre, sul discorso delle infrastrutture".

"La parte dell’intervento di Vago che ho apprezzato di più è stata quella sull'organizzazione statale - ha spiegato il sindaco di Varese Aldo Fumagalli - anche se poi ora tutti parlano di federalismo e di organizzazione decentrata. Per rendere naturale quest’ipotesi ci sono voluti 50 anni, speriamo che non ce ne vogliano altri 50 per cambiare davvero le cose…"

"Vago ha fatto una relazione chiara, trasparente e a 360 gradi, comportandosi quasi da "Ministro". - ha commentato con compiacimento il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini - E' il ministro Letta invece che è stato "Vago" nella sua relazione...".

Gli appunti più circostanziati alla relazione del presidente dell'unione industriali varesina arrivano da due consiglieri regionali del centro sinistra. Daniele Marantelli ha trovato nei giudizi di Vago "Un conformismo eccessivo, pur apprezzando la sua idea sull’energia: un’idea buona che però non può aggirare libera concorrenza e dimensione europea. La relazione è stata evasiva inoltre sul punto di Malpensa , che è una realtà locale che va affrontata, e assolutamente assente sul grande tema dell’immigrazione, un tema che non che non può essere eluso"

Mentre Giuseppe Adamoli, da poco tornato dopo otto anni dalle sue dimissioni sui banchi del Pirellone, ha sottolineato che "Dall’assemblea dell’Univa è emersa anche quest’anno una spinta importante verso la modernizzazione delle regole, del metodo, del governo stesso del sistema Italia che ritengo positivo e che l’intero centro sinistra deve valutare con grande serietà. Concordo pienamente anche sulla sollecitazione fortissima non solo verso l’adeguamento di strutture e infrastrutture tradizionali ma anche verso la creazione di nuovissime infrastrutture della comunicazione, come le linee di trasmissione a banda larga. Su Malpensa invece capisco e condivido l’esigenza espressa dall’Univa di ridurre le polemiche inutili e di aumentare i gesti positivi e costruttivi: trovo però sbrigativo qualificare la tutela degli interessi giusti e legittimi della popolazione locale come opera discutibile della lobby dei sindaci".

Stefania Radman

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