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| Varese - Torna
in Italia per qualche giorno don Emilio Patriarca, vescovo di Monze, Zambia |
| Un varesino con il
cuore in Africa |
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| E un vescovo che della
povertà e del servizio ne ha fatto ragione di vita, sul modello del pensiero di Charles
de Foucault, una piccola perla varesina in quella che una volta si chiamava "Africa
nera": torna sabato 20 maggio in città don Emilio Patriarca, vescovo di Monze,
Zambia. Ci torna con un incontro organizzato da una associazione che lo sostiene, nata
spontaneamente a Varese e intitolata proprio "amici di don Emilio Patriarca",
domani a partire dalle 16,15 alloratorio di Masnago. La sua elezione a vescovo,
avvenuta circa un anno fa, lha colto del tutto di sorpresa, come ha colto di
sorpresa i suoi parrocchiani di Choma, il villaggio dove lui era viceparroco. Da
viceparroco a vescovo sembra un bel salto, ma il basso profilo gerarchico laveva
fino ad allora mantenuto di sua volontà: riteneva che la carica di parroco lo rendesse
troppo importante agli occhi dei suoi parrocchiani, e perciò aveva sempre preferito
coadiuvare parroci locali che sostituirsi a loro. Con lo stesso spirito don Emilio ha
assorbito alla perfezione cultura e lingua tonga, lasciando in Europa la sua
"occidentalità". E lasciando in Europa anche un bel po di chili: don
Emilio infatti non se la sente di mangiare più dei suoi parrocchiani o vivere una vita
diversa, magari nelle missioni, da quella che la gente di laggiù vive.
<Sei il primo vescovo Tonga di Monze> gli aveva detto quando ha saputo la notizia
Marco Astuti, malnatese, suo amico dai tempi della gioventù scout, presente in Zambia
allepoca della notizia della sua elezione a Vescovo. In effetti, Tonga è la tribù
prevalente in quella parte dello Zambia, ma i due vescovi precedenti erano irlandese il
primo, e zambese di etnia memba il secondo: don Emilio, che parla il tonga perfettamente
ed è ormai trent'anni che vive come loro, era il vescovo più vicino ai loro bisogni.
<Quando è andato a Lusaka, alla nunziatura - e tanto poco pensava alla
"carriera" che non conosceva nemmeno l'indirizzo della sede del nunzio
apostolico in Zambia, che è praticamente "l'ambasciata" dei sacerdoti - ci ha
chiesto di pregare per lui, ma l'impressione era che lui temesse più che sperare quello
che gli stava per capitare> continua Marco Astuti <d'altro canto, era tanto poco
preparato a simili evenienze che abbiamo dovuto arrangiargli un vestito li' per li': io
gli prestato una delle mie camicie, le scarpe grazie a Dio era un regalo che gli avevamo
portato dall'Italia, mentre abbiamo lavorato ore per ripristinare la piega ad uno dei suoi
pantaloni> La diocesi di Monze è una delle otto diocesi dello Zambia, collocata nel
sud del paese, al confine con lo Zimbabwe, e comprende circa un milione di abitanti di cui
200-250mila cattolici praticanti: è questo ora il nuovo popolo di don Emilio, che quando
ha accettato la carica ha confidato al suo amico Marco <Diventando vescovo, faccio per
la seconda volta la scelta del celibato: la prima volta ho rinunciato ad avere accanto a
me una moglie, ora rinuncio ad avere accanto a me la mia parrocchia.>
Lincontro del 20 comincerà con un filmato che racconterà la vissuta da don
Emilio e dai suoi "parrocchiani", e dopo il filmato sarà possibile fare
domande. Seguirà la messa, celebrata dal vescovo don Emilio alle 18.30 e cantata da
23 bambini zambiani, che si esibiranno poi in danze del loro paese. Per ultimo ci sarà
una cena nei saloni delloratorio, per la quale si può prenotare allo 0332.236019,
numero al quale si può anche chiedere informazioni sulla raccolta fondi per finanziare la
costruzione di un ospedale nella diocesi africana.
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Stefania
Radman
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