La seconda tappa, quella comasca, del ciclo di convegni sui rapporti Italia
Svizzera realizzato sotto l'egida del progetto europeo Interreg 2 e previsto per martedì
21 novembre a villa Olmo, si apre con delle buone notizie.
È oramai consolidato infatti il dato che vede di
nuovo in aumento il numero dei lavoratori italiani in Svizzera. «si tratta di 2000 unità
in più: poco, rispetto ai 12.000 lavoratori persi in questi ultimi anni - spiega Elia
Venturelli, responsabile dell'ufficio statistica del Canton Ticino e realizzatore con il
suo staff della seconda edizione dell'annuario dei frontalieri, che verrà presentato
durante il convegno - Ma è un indicatore preciso di una inversione di
tendenza".
Una inversione in positivo che permette di vedere in
una ottica tutta diversa Interreg, il progetto dell'unione europea per la promozione delle
zone di confine nato nel 1991 e effettuato anche in collaborazione della Svizzera
che finanzia programmi di sviluppo e progetti nelle regioni frontaliere, appoggiando
persone e istituzioni impegnate a realizzare un progetto in quelle
regioni. «Il modo in cui avevamo affrontato inizialmente
interreg è cambiato» spiega Claudio Pozzetti, presidente del consiglio sindacale
interregionale Ticino - Lombardia - Piemonte «Prima serviva al ricollocamento dei
lavoratori in Svizzera, ora invece la gestione del frontalierato - che è un elemento
strutturale dei nostri confini e non un fenomeno che tende a scomparire - assume contorni
molto diversi».
E raggiunge anche targets diversi: «È cambiata la
qualità della domanda, e le fasce di età coinvolte - aggiunge Marco Molteni,
membro di giunta della Camera di Commercio e rappresentante dei sindacati italiani - sono
molto di più i dipendenti richiesti in svizzera nel settore dei servizi, per esempio. Ora
è il momento delle sinergie: Interreg III potrebbe benissimo intersecarsi, per
esempio, con l'obiettivo II del luinese e il piano d'area
varesina»
«Il convegno di Como rappresenta una tappa di
verifica e di approfondimento del progetto interreg II che ora è in pieno svolgimento»
conferma Bruna Dariani vicesegretario generale della Camera di Commercio e responsabile
del progetto Interreg per la camera di Commercio varesina «Ma ora è già il momento di
pensare a Interreg 3, il progetto 2000-2006»
Un progetto per il quale vale la pena di soffermarsi
a fare qualche riflessione, visto che il fondo europeo ha stanziato a suo favore
poco meno di 440 milioni di euro (oltre 876 miliardi di lire), e la confederazione ci
mette di suo circa 39 milioni di franchi, segno di un deciso interessamento da entrambe le
parti: «L'interesse di Bruxelles sul progetto Interreg è dato dal fatto che continua ad
ottenere nuovi fondi, e che viene mantenuto tra gli interessi strategici al contrario di
altri ora eliminati - spiega Pierfranco Venzi, responsabile dell'economia del cantone e
delegato per i rapporti tra la Confederazione e Cantoni - in Interreg 3 ci sono anche la
novità dell'interesse per le cooperazioni nel mediterraneo e le cooperazioni tra regioni.
Insomma per l'unione questo è un settore strategico. Ma a Bruxelles sono diventati più
esigenti, e la priorità ora è di avere il maggior numero possibile di progetto condivisi
tra paesi: Significa, nel nostro caso, che verrà data priorità ai progetti presentati da
associazioni ed enti insieme italiani e svizzeri».
Il convegno che farà il punto sulla situazione si
svolgerà a Como, presso villa Olmo, martedì 21 novembre a partire dalle ore 9: maggiori
informazioni si possono ottenere presso il comune di Como (tel. 031252621 - email: owmygr@tin.it )
Informazioni sul progetto interreg si possono avere
anche per la parte svizzera sul bel sito: www.interreg.ch,
oppure sul sito italiano http://interreg.va.camcom.it.
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