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Ore 12.28.38
Giorno
05/06/07
Dalle capre alle stazioni, sono già molti i progetti comuni Italia-Svizzera
Varese - Presentato il secondo convegno, fissato a Como, sui dati del lavoro frontaliero. In vista di Interreg III  
Se ne parla a Como: torna il lavoro in Svizzera, tornano i fondi interreg

La seconda tappa, quella comasca, del ciclo di convegni sui rapporti Italia Svizzera realizzato sotto l'egida del progetto europeo Interreg 2 e previsto per martedì 21 novembre a villa Olmo,  si apre con delle buone notizie.

È oramai consolidato infatti il dato che vede di nuovo in aumento il numero dei lavoratori italiani in Svizzera. «si tratta di 2000 unità in più: poco, rispetto ai 12.000 lavoratori persi in questi ultimi anni - spiega Elia Venturelli, responsabile dell'ufficio statistica del Canton Ticino e realizzatore con il suo staff della seconda edizione dell'annuario dei frontalieri, che verrà presentato durante il convegno -  Ma è un indicatore preciso di una inversione di tendenza". 

Una inversione in positivo che permette di vedere in una ottica tutta diversa Interreg, il progetto dell'unione europea per la promozione delle zone di confine nato nel 1991 e effettuato anche in collaborazione della Svizzera  che finanzia programmi di sviluppo e progetti nelle regioni frontaliere, appoggiando persone e istituzioni impegnate a realizzare un progetto in quelle regioni. «Il modo in cui avevamo affrontato inizialmente interreg è cambiato» spiega Claudio Pozzetti, presidente del consiglio sindacale interregionale Ticino - Lombardia - Piemonte «Prima serviva al ricollocamento dei lavoratori in Svizzera, ora invece la gestione del frontalierato - che è un elemento strutturale dei nostri confini e non un fenomeno che tende a scomparire - assume contorni molto diversi». 

E raggiunge anche targets diversi: «È cambiata la qualità della domanda,  e le fasce di età coinvolte - aggiunge Marco Molteni, membro di giunta della Camera di Commercio e rappresentante dei sindacati italiani - sono molto di più i dipendenti richiesti in svizzera nel settore dei servizi, per esempio. Ora è il momento delle sinergie: Interreg III potrebbe benissimo intersecarsi, per esempio,  con l'obiettivo II del luinese e il piano d'area varesina»   

«Il convegno di Como rappresenta una tappa di verifica e di approfondimento del progetto interreg II che ora è in pieno svolgimento» conferma Bruna Dariani vicesegretario generale della Camera di Commercio e responsabile del progetto Interreg per la camera di Commercio varesina «Ma ora è già il momento di pensare a Interreg 3, il progetto 2000-2006»

Un progetto per il quale vale la pena di soffermarsi a fare qualche riflessione, visto che il fondo europeo ha stanziato a suo favore  poco meno di 440 milioni di euro (oltre 876 miliardi di lire), e la confederazione ci mette di suo circa 39 milioni di franchi, segno di un deciso interessamento da entrambe le parti: «L'interesse di Bruxelles sul progetto Interreg è dato dal fatto che continua ad ottenere nuovi fondi, e che viene mantenuto tra gli interessi strategici al contrario di altri ora eliminati - spiega Pierfranco Venzi, responsabile dell'economia del cantone e delegato per i rapporti tra la Confederazione e Cantoni - in Interreg 3 ci sono anche la novità dell'interesse per le cooperazioni nel mediterraneo e le cooperazioni tra regioni. Insomma per l'unione questo è un settore strategico. Ma a Bruxelles sono diventati più esigenti, e la priorità ora è di avere il maggior numero possibile di progetto condivisi tra paesi: Significa, nel nostro caso, che verrà data priorità ai progetti presentati da associazioni ed enti insieme italiani e svizzeri».

Il convegno che farà il punto sulla situazione si svolgerà a Como, presso villa Olmo, martedì 21 novembre a partire dalle ore 9: maggiori informazioni si possono ottenere presso  il comune di Como (tel. 031252621 - email: owmygr@tin.it )

Informazioni sul progetto interreg si possono avere anche per la parte svizzera sul bel sito: www.interreg.ch, oppure sul sito italiano http://interreg.va.camcom.it.

 

Stefania Radman

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