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Ore 12.45.42
Giorno
05/06/07
Se ne parla a Como: torna il lavoro in Svizzera, tornano i fondi interreg
Il sito svizzero di Interreg

il sito italiano di Interreg

Varese - Lettera aperta della CNA in polemica sulla richiesta di finanziamenti per le aziende dell'alto varesotto
A proposito del lavoro nelle aree di confine …

Riceviamo e pubblichiamo

Non è nostra abitudine polemizzare pubblicamente con l’Associazione Artigiani, perché riteniamo che gli interessi della categoria rappresentata debbano sempre prevalere su quelli di bottega e sulle esigenze di visibilità delle organizzazioni di rappresentanza e su tale convinzione abbiamo elaborato una politica unitaria e operato di conseguenza, in qualche caso a scapito di nostre convenienze particolari.

Pensiamo di poter interrompere questa prassi – e lo facciamo con la massima serenità - per cercare di ragionare sulla richiesta di sgravi fiscali e contributivi che 500 aziende artigiane dell’alto Varesotto avrebbero inoltrato in Regione, per il tramite dell’Associazione Artigiani, ottenendo a tempo di record la costituzione di un gruppo tecnico di lavoro.

Qualcuno, in tempi lontani, diceva bussate e vi sarà aperto, qualcun altro, in tempi più vicini ai nostri, sosteneva che il sistema migliore per non affrontare le questioni è quello di costituire un’apposita commissione.

Che cosa non ci convince dell’iniziativa e ce la fa apparire tanto una operazione di stampo demagogico e propagandistico?

Non di certo la consapevolezza dell’esistenza di un problema, per altro connaturato, insieme a tanti altri, in ogni area di confine – che a noi non risulta avere subito particolari accelerazioni in quest’ultima fase economica e che nella Provincia di Varese è presente, con altre caratteristiche, anche nel raggio d’influenza dell’aeroporto di Malpensa – quanto i rimedi suggeriti e la loro praticabilità.

E’ di ieri l’opposizione della Comunità Europea a aliquote differenziate per il Mezzogiorno perché ritenute "distorsive delle concorrenza" e, francamente, nemmeno la propensione al miracolo ed all’infallibilità di cui è portatrice sana la Regione Lombardia sembrerebbe in grado di superare un pronunciamento tanto autorevole.

Ma, anche se fosse possibile l’impossibile, quali potrebbero essere le conseguenze pratiche?

Partendo dal dato di fatto che la differenza retributiva odierna tra Italia e Canton Ticino è in un rapporto di 1 a 1,7, il colmarla totalmente presupporrebbe una sostanziale eliminazione del prelievo fiscale e contributivo, ipotesi assolutamente impensabile.

E, anche se lo fosse, dove si dovrebbe fermare il beneficio? A Laveno piuttosto che a Cunardo o a Arcisate? Con modalità decrescenti come per lo sconto carburante?

Il risultato finale sarebbe semplicemente quello di spostare di qualche Kilometro a Sud della Provincia il problema, attizzando il fuoco di rivendicazioni localistiche ingestibili e creando alla stessa area beneficiata pesantissimi effetti collaterali di natura viaria e ambientale.

Il Luinese è stato inserito, grazie alla lungimiranza dei suoi Amministratori ed alla loro ostinazione, nell’area Obiettivo 2,; da mesi le Istituzioni e le parti sociali stanno ragionando della realizzazione di un patto territoriale per l’area; il referendum tenutosi nella Confederazione Elvetica lo scorso mese di Maggio potrebbe aprire delle prospettive di mercato e di interscambio interessanti e tutte da esplorare; INTERREG potrà essere un’importante opportunità di collaborazione transfontaliera.

Non è il caso, per davvero, di concentrare gli sforzi e le capacità di tutti su quanto potrà essere realisticamente realizzato utilizzando al meglio i non pochi strumenti a disposizione, anche se richiederanno idee, fatica e tempi lunghi e lasciar perdere ipotesi di lavoro strampalate e impraticabili, capaci al massimo di alimentare l’illusione di poter risolvere un problema complesso spostandolo a valle?

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