Non c'è dubbio: esprimere le proprie opinioni porta sempre un
sacco di guai. E quello che sta provando sulla propria pelle di (ex) lavoratore
Enzo Bernasconi, un operaio di una ditta di Origgio che è stato licenziato ad aprile del
1999 perchè aveva "osato" esprimere le sue opinioni - peraltro garbate -
sull'andamento dell'azienda ai suoi dirigenti stranieri in visita.
Allora fu prelevato, portato fuori e licenziato in
tronco, con una decisione che il
tribunale di Busto Arsizio ha considerato illlegittima il 20 settembre scorso. Ora è
necessario occuparsi di nuovo di lui per ciò che è successo il giorno in cui,
reintegrato per sentenza del giudice nel suo posto di lavoro, Bernasconi si è presentato
di nuovo davanti al portone della Fiege Goth, per ricominciare a lavorare dopo 546 giorni,
nell'azienda da cui era stato illegittimamente estromesso.
Ma davanti al cancello della fabbrica, oltre alla
Rsu, ci ha trovato delle guardie che gli impedivano fisicamente l'accesso in ditta.
"Preferiscono pagarmi per rimanere a casa,
piuttosto che riavermi in azienda" commenta sconsolato Enzo Bernasconi "Io
ancora non ci credo che i soldi me li daranno davvero..."
I suoi compagni di lavoro hanno risposto con uno
sciopero indetto a pochi giorni dalla sua impossibilità ma Bernasconi, a diversi giorni
dal suo ipotetico reintegro al posto di lavoro è ancora a casa. In attesa delle decisioni
del giudice d'appello.
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