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Ore 12.55.35
Giorno
05/06/07
Lavoro e libertà di opinione: storia di una battaglia vinta
 
Origgio - E' stato reintegrato al lavoro solo virtualmente:  la società, che ha perso la causa sul suo licenziamento, gli impedisce il rientro in fabbrica 
Stipendiato per non lavorare

Non c'è dubbio: esprimere le proprie opinioni porta sempre un sacco di guai. E quello che sta provando sulla propria pelle di (ex) lavoratore Enzo Bernasconi, un operaio di una ditta di Origgio che è stato licenziato ad aprile del 1999 perchè aveva "osato" esprimere le sue opinioni - peraltro garbate - sull'andamento dell'azienda ai suoi dirigenti stranieri in visita.

Allora fu prelevato, portato fuori e licenziato in tronco, con una decisione che il tribunale di Busto Arsizio ha considerato illlegittima il 20 settembre scorso. Ora è necessario occuparsi di nuovo di lui per ciò che è successo il giorno in cui, reintegrato per sentenza del giudice nel suo posto di lavoro, Bernasconi si è presentato di nuovo davanti al portone della Fiege Goth, per ricominciare a lavorare dopo 546 giorni, nell'azienda da cui era stato illegittimamente estromesso.

Ma davanti al cancello della fabbrica, oltre alla Rsu, ci ha trovato delle guardie che gli impedivano fisicamente l'accesso in ditta.

"Preferiscono pagarmi per rimanere a casa, piuttosto che riavermi in azienda" commenta sconsolato Enzo Bernasconi "Io ancora non ci credo che i soldi me li daranno davvero..."

I suoi compagni di lavoro hanno risposto con uno sciopero indetto a pochi giorni dalla sua impossibilità ma Bernasconi, a diversi giorni dal suo ipotetico reintegro al posto di lavoro è ancora a casa. In attesa delle decisioni del giudice d'appello. 

Stefania Radman

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