| Cantucki
non esiste più: il modello della società stile college americano - capace all'inizio
degli anni Ottanta di vincere tutto in Europa con un gruppo di giocatori (Marzorati, Della
Fiori, Riva, Bosa, Innocentin
) che avevano imparato a buttar la palla a canestro nel
cesto degli oratori dietro casa - è ormai scomparso. E così, fra comunitari e
statunitensi veri e propri, il quintetto che coach Franco Ciani farà scendere in campo
sul parquet di Masnago sarà tutto di atleti con passaporto straniero. In posizione di
playmaker, al posto dell'infortunato Matteo Anchisi, ci sarà Jovanovic: un serbo di
nascita ma con cittadinanza greca, forte di gambe e buon difensore. Un regista che, a
dispetto di una carriera italiana finora ricca soltanto di trasferimenti (in pochi anni da
Milano a Trieste e poi a Cantù), sta giocando proprio in Brianza la sua miglior
pallacanestro. Un mastino che potrebbe creare qualche problema a Pozzecco. Ha invece
parecchi punti nelle mani la guardia statunitense "Bootsy" Thorton, macino che
già dimostrato di poter andare tranquillamente in doppia cifra (29 punti per lui nella
trasferta di Roseto, terminata con una sconfitta all'ultimo secondo e 24 nella partita
casalinga con la Paf campione d'Italia). Il giovane Thorton, uscito a primavera dalla
newyorkese St. Jhon's University, al Palaignis sarà affiancato per la prima volta dal
più esperto Trevis Williams, appena giunto in Italia per sostituire l'infortunato
Stephens. Della nuova ala piccola del quintetto canturino (31 anni, m.1,98), sappiamo
soltanto che la scorsa stagione ha giocato in Turchia con discrete medie sia per punti sia
per rimbalzi catturati a partita. Sotto canestro, l'agilità e la reattività di Burditt
dovranno vedersela con i muscoli e i centimetri del tedescone Kuehl (m. 2.13). Già in
Supercoppa, il "piccolo" centro dei Roosters dimostrò, almeno all'andata
disputata al Pianella di Cucciago, di soffrire la maggior possanza fisica dell'avversario.
Al ritorno, invece, Burditt e compagni si esibirono in una di quelle che rimane fra le
poche prestazioni convincenti finora da loro disputate in questa stagione. A completare il
quintetto della Pallacanestro Cantù, ci sarà lo spagnolo Fajardo: un agile mezzo lungo,
con discreta tecnica ma piuttosto discontinuo nel rendimento. A lui è stato affidato il
compito di sostituire quel Di Giuliomaria che, ultimo prodotto di valore del vivaio
brianzolo, la scorsa estate ha scelto proprio Varese come società per affermarsi nel
basket che conta. Accanto a sé, in panchina Franco Ciani potrà contare su di un gruppo
di espertoni: Antonello Riva e il francese di trentatré anni George Adams fungono da
cambio per i tiratori; il sostituto del playmaker sarà invece Alessandro Romboli, anche
lui ingaggiato nell'ultima settimana e fratello di quel Massimiliano che soltanto quindici
giorni fa sbancò Masnago con la Lineltex Imola. Il più anziano è, però, Dan Gay,
classe 1961, che dopo aver vinto finalmente il suo primo scudetto con la Paf nella scorsa
stagione è ritornato a Cantù per dare una mano dentro l'area colorata alla società del
presidente Corrado.
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