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05/06/07

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Basket - Cantù dominata da Varese (110-96). Determinanti i due americani, 48 punti per loro, e Cecco Vescovi
I Roosters si mettono in moto

Alla fine i due punti sono arrivati; e con loro una parvenza di gioco e a tratti, volendo, lo spettacolo a tutto campo. Verdetto ineccepibile al Palaignis tra due delle tre lombarde ancora al palo in classifica alla quinta giornata. I Roosters sfondano quota cento, rimangono stabilmente davanti tutta la partita, patiscono, come altre volte, i ritorni di Cantù ma stasera il divario tecnico è troppo netto e la cattiveria è quella giusta per non far riaffiorare gli spettri della debacle di Roma. Cantù si avvicina solo a tratti, non riducendo mai a meno di dieci lunghezze quel gap accumulato in un primo quarto stellare quando i varesini, infilano un parziale di 17-0 che annichilisce gli uomini di Giani. Pozzecco e compagni riescono nell'intento di non sopravvalutare il vantaggio né di demoralizzarsi alle prime avvisaglie di un incepparsi di meccanismi fino a quel punto funzionanti a meraviglia. Due sono le risposte che l'odierno match può dare. Uno: il quintetto base della squadra, se tutti girano mentalmente come si deve, è un quintetto che può realmente dire la sua, contro ogni squadra. Due: al momento la quadratura del cerchio che pare Danna abbia trovato si basa su sei, sette nomi. Per gli altri, quelli che per ora hanno latitato, pur volenterosi, non c'è più tempo di provini. Pare questo il messaggio del dopopartita dell'allenatore. I due punti cominciano ad avere importanza cruciale; le mozioni di fiducia, legittime e doverose, verso chi non ha dato finora contributi all'altezza non possono durare in eterno. Avanti duqnue, per ora, con i pochi che garantiscono certezze e carattere; gli altri, prego attendere, o di farsi trovare più pronti o un tratto di viaggio in acque più tranquille. Discorso a nostro parere ineccepibile e che stasera trova la conferma. Gli sbandamenti di Varese e le rimonte di Cantù, hanno luogo quando Danna cambia eccessivamente il quintetto rispetto a quello base. E in una serata come questa in cui i due americani mettono insieme una cinquantina di punti - Burditt, implacabile da sotto a dispetto dell'armadio Kuehl, e Jones preciso da tutte le posizioni   - e un Vescovi in versione maestro di pallacanestro a ogni latitudine del campo, tenerli fuori troppo sarebbe stato realmente un peccato di forma e di sostanza. Sono loro i tre fari della squadra, con Pozzecco ad accellerare quanto basta nel primo quarto per creare il solco, un Cazzaniga ruspante e gladiatorio e un Davolio che spende benissimo i suoi venti minuti in campo. La Cantù di stasera, almeo quella vista nei primi due quarti fotografa bene la sua posizione in classifica: difesa fatua più che allegra, scarsa precisione dal perimetro, inizio incosistente dei due americani Williams e Thornton. Lo scossone arriva, al solito, da Riva che partendo dalle retrovie infila i suoi 19 punti felpati che lo issano sopra quota 14.000 in carriera. Per i primi venti minuti non c'è storia: 35-16 il primo quarto in cui i Roosters sfoderano il basket della loro più recente tradizione: difesa aggressiva, palle rubate, folate in contropiede, play   ecentro che funzionano a meraviglia; divario più o meno identico all'intervallo, 61-40. La pausa è divisa tra timori di un'inversione di tendenza già vista sino a qui sino al crollo verticale e la speranza che il dominio a tutto campo rimanga il medesimo nella seconda metà. Chi ha avuto timore, ha avuto anche ragione. Cantù si sprona, e con tre bombe di Jovanovic e il solito Riva, trascina i Roosters nella fase di spersonalizzazione e di confusione mentale: solo +11 alla fine del terzo quarto. L'ultima frazione è quella del coraggio ritrovato: Jones e Vescovi illuminano la scena, Cecco addirittura chiude con 6 assist, a dimostrazione di una prova di lungimiranza cestistica, l'americano si fa trovare sempre pronto a infilarsi nelle maglie larghe della difesa canturina. Varese ritrova anche il contropiede contro una Cantù per forza di cose sbilanciata in avanti e a testa bassa: solo qualche palpitazione nel finale, la forbice del vantaggio si mantiene sui 14-15 punti, finalmente con Varese che ribatte colpo su colpo ai tentativi di rimonta avversaria. Si muove la classifica e non può essere che un buon risveglio.    

                                               Jeva 

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