| In sala stampa tutti
aspettano Roberto Pruzzo, ma l'ex bomber di Roma campione d'Italia, non ne vuole sapere di
uscire. Il destino della sua panchina è appeso ad un filo, o meglio, per
parafrasare il presidente Spinelli , "ad una nottata di riflessione". Per
l'allenatore dell'Alessandria questa era, con tutta probabilità, l'ultima chance. La
sconfitta rimediata al Franco Ossola, unita alla pessima prova dei suoi uomini, più
grigia della maglia che indossavano, e all'ultimo posto in classifica, non faranno
maturare nulla di buono nemmeno dopo la nottata. Viceversa Mario Berretta in sala stampa trova,
oltre ai giornalisti, anche un bel gruppo di tifosi che canta e inneggia al Mario
allenatore. Ma il suo primo pensiero e la sua prima dedica vanno a Ivan Tolotti ( nella foto a sinistra),
fresco di paternità. Il pargolo, venuto alla luce lunedì scorso, è un maschio e si
chiama Mattia. «Noi non siamo dei fenomeni - esordisce Beretta - e gli altri non sono
scarsi. Oggi abbiamo affrontato una squadra che aveva gli stessi nostri punti in
classifica. Quanto a determinazione i ragazzi hanno dimostrato di voler portare a casa il
risultato, con sette palle gol, alcune delle quali clamorose, non puo' essere che così».
La determinazione non ha pero' eliminato la sofferenza di
allenatore e tifosi. Beretta (a destra nella foto) giura che ci metterebbe la firma per soffrire sempre così e vincere
con il minimo scarto ogni domenica, ma sta di fatto che questo Varese domina quasi sempre
sul piano del gioco, crea numerose palle gol, ma non raccoglie per quanto semina. «Oggi
dobbiamo accontentarci di questo. La squadra sta bene è in salute- conclude il mister
biancorosso - alla fine del primo tempo ho chiesto ai ragazzi di stare tranquilli di non
aver fretta e di non strafare. Mi hanno ascoltato e le cose sono andate
bene».
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