Gallarate
avrà una grande propaggine costruita lungo l'asse per Malpensa. 950.000 metri cubi di
nuovi insediamenti, un progetto da realizzare entro aprile e una ritrovata compattezza
politica tra Alleanza Nazionale, Forza Italia e Socialisti. Questi i risultati dell'ultima
tornata politica cittadina che ha avuto come oggetto la 336. Una telenovela urbanistica
che si trascina da almeno dieci anni. Sì, perché i "terreni d'oro" della 336,
come sono stati ribattezzati, si presentarono negli anni Ottanta come una colossale
abbuffata: 3.788.000 cubi che avrebbero coperto di grigio tutta la zona. Poi venne
Tangentopoli a salì in cattedra la Lega. Che ridusse il tutto a una dimensione più
sostenibile: 460.000 metri cubi.Il Polo, sollecitato dal
Piano d'Area di Malpensa, ha scelto 950.000 metri cubi. Il massimo previsto dalla legge
regionale 10. Un Business park per intercettare l'indotto di Malpensa era il disegno
proposto dallo studio della Liuc di Castellanza (commissionato dal Comune e costato 80
milioni) che tra le altre cose escludeva la grande distribuzione. Il Polo lo ha fatto suo
ma ha aggiunto anche altri contenuti. Con un caposaldo: quella zona non deve chiudere i
battenti alle 5 di pomeriggio. Quindi: non solo business, ma anche servizi alle famiglie e
alla città. Cosa questo significhi non é ancora chiarissimo. Il documento approvato ieri
non dà risposte definitive, ma solo indirizzi. L'assessore all'urbanistica Nicola Mucci
lo ha difeso a spada tratta ("Un passo verso il progresso e lo sviluppo, un parco
urbano costruito che entrerà a far parte della città"). Il sindaco Greco ha parlato
del travaglio per arrivare a questo obiettivo: "Malpensa ha un lato positivo e uno
negativo. Noi abbiamo cercato una strada possibile. Che é stretta come la cruna di un
ago".
Ma la discussione non é stata certo su Malpensa. Tutte le forze
politiche sono infatti concordi nella necessità di alimentare l'economia locale con un
business proveniente da Malpensa. Si é discusso, e si discuterà, sulla parte del
progetto che prevede servizi per i gallaratesi. Una declinazione del cosiddetto Business
park su cui il Polo ha insistito molto. Di che servizi si parla? Alcuni sono chiari: verde
attrezzato, cinema multisala, uffici. Altri meno. E in consiglio, ieri sera, qualche
consigliere di maggioranza ha parlato di palazzetto dello sport, qualcuno di parco
acquatico, qualche altro invece di gallerie commerciali in stile Le Corti di Varese. Una
ridda di ipotesi, insomma. Le opposizioni hanno contestato con forza. Il Centrosinistra ha
presentato un documento alternativo che demolisce quello della maggioranza. La Lega ha
fatto proprie le richieste dell'Ascom sulla diminuzione della parte destinata alla grande
distribuzione, la vera "convitata di pietra" del dibattito sulla 336. Luini ha
sventolato un ricorso al Tar della Coop che chiede di poter applicare tutti i valori di
edificabilità suoi terreni. Come dire: ecco quello che conta davvero in questa partita.
Tra la minoranza solo il Ccd ha aderito al documento del Polo. Voto finale: 27 presenti,
17 voti a favore, 10 contro. Il tutto in cinque ore e mezza di discusione. Tante, o forse
troppo poche, per decidere del destino di una città.
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