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Ore 17.18.53
Giorno
05/06/07
Busto Arsizio - Smantellata dalla Polizia pericolosa organizzazione criminale: 129 indagati, eseguite 30 custodie cautelari, 86 perquisizioni, sequestrati droga, armi e denaro contante. E' l'operazione fiocco
Maxi operazione della Polizia, e spunta la cosca calabrese

L'hanno chiamata "operazione fiocco", ma in realtà, quella che i poliziotti del commissariato di Busto Arsizio hanno sbrogliato, era un' intricata e pericolosa matassa. Dopo quasi due anni di indagini gli agenti di polizia, al comando del vice questore Luigi Mauriello (nella foto a sinistra) e coordinati dal sostituto procuratore  Roberto Craveia, hanno identificato e sgominato un'organizzazione criminale collegata alla cosca calabrese dei Farao-Marincola e in contatto con malavitosi di altre regioni, tra cui Toscana e Sicilia. L'organizzazione criminale, la cui attività era piuttosto articolata, - si va infatti dallo spaccio di stupefacenti, alle rapine, dal traffico d'armi, alla ricettazione-, è stata smantellata grazie alle sofisticate tecniche d'indagine della polizia: intercettazioni ambientali, videofilmati, appostamenti e pedinamenti. Attività resa ulteriormente difficile dal fatto che molti degli indagati erano soggetti già condannati grazie ad intercettazioni telefoniche.

Il nucleo centrale dell'organizzazione era costituito principalmente da siciliani e calabresi, anche se nelle fila dei malavitosi c'era qualche bustocco. Il sodalizio criminale aveva subito  durante gli anni un'evoluzione, spaccandosi in due diversi tronconi, in conflitto anche tra loro. Uno di questi faceva capo a Francesco Trifino, mentre l'altro rispondeva agli ordini dei fratelli Nicastro, e proprio quest'ultimo gruppo era quello che aveva contatti con l'andrangheta calabrese e che avrebbe tentato di tenere sotto controllo il territorio. 

Secondo gli inquirenti l'organizzazione mascherava i proventi dell'illecito attraverso attività lecite quali discoteche, night club, locali notturni, tutti luoghi d'incontro che potevano favorire anche lo spaccio delle sostanze stupefacenti. Una ventina di famiglie circa vivevano esclusivamente dei proventi illeciti. 
Alcuni soggetti arrestati sarebbero particolarmente pericolosi e ad alcuni di loro sarebbe da attribuire l'agguato avvenuto nel centro di Busto Arsizio tre anni fa, agguato da cui la vittima predestinata scampo' miracolosamente.

Il bilancio dell'attività  investigativa, iniziata a metà del 1997, è dunque di quelli importanti. Nel complesso le persone indagate sono state 129. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip, presso il Tribunale di Busto Arsizio, Maria Greca Zoncu,  sono state eseguite nei confronti di 19 persone che erano il libertà, 9 già in carcere, 8 agli arresti domiciliari. A questi se ne deve aggiungere un'altra, rintracciata durante una delle 86 perquisizioni, tale D'Arino Pasquale, latitante e sul cui capo pendeva un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Tribunale di Milano nel gennaio di quest'anno. In tutto i latitanti risultano essere cinque. 

Nelle perquisizioni sono state rinvenute sostanze stupefacenti, denaro contante, circa 30 milioni, fucili a pompa. L'indagine coinvolgerebbe più province e regioni. Il sostituto procuratore Roberto Craveia ha provveduto a trasmettere gli atti alle procure competenti. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi.

Michele Mancino

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