L'insurrezione
dei pendolari nella stazione di Rescaldina, al di là della portata eclatante del
gesto, ha scatenato dibattiti e riflessioni sull'argomento trasporti nel sud della
provincia e il rapporto con il contestatissimo mezzo di collegamento con il mega hub,
ovvero il Malpensa Express.
"Un treno privilegiato e per privilegiati", ha detto qualcuno.
Il Circolo di Legambiente di Busto Arsizio da sempre, perlomeno dall'istituzione del
contestato treno, si è sempre battuto per la razionalizzazione del trasporto in
quell'area.
I responsabili dell'associazione ambientalista ribadiscono dunque alcuni concetti già
esposti nei mesi scorsi. Le riflessioni di Legambiente sul Malpensa Express
1) il Malpensa Express è sottoutilizzato, viaggia semivuoto al
prezzo di un Intercity di prima classe e l'unico effetto pratico che ottiene è di ridurre
alla disperazione i pendolari della Milano-Novara che se lo vedono sfrecciare davanti;
2) come avevamo proposto nella riunione tenuta in
marzo presso il nostro circolo, se si facesse fermare il Malpensa Express a Busto si
potrebbe senza grossi problemi far fermare i treni provenienti da Novara sui due binari
laterali inutilizzati in modo da garantire la coincidenza con il Malpensa Express per
Milano. In tal modo diminuirebbe oltretutto la grottesca congestione della linea
Milano-Novara già sovraccarica, in quanto un buon numero di treni provenienti da Novara
potrebbero tranquillamente attestarsi a Busto riversando i loro utenti sul Malpensa
Express, a patto di studiare opportune coincidenze;
3) l'intera vicenda dimostra ancora una volta come nella nostra
società si rispetta e riverisce solo chi la ricchezza la spende (i pochi utenti del
Malpensa Express) e non chi la produce ogni giorno (i pendolari). Per far risparmiare
dieci minuti a una piccola percentuale dei passeggeri di Malpensa si rovina la vita a
migliaia di pendolari della tratta Novara-Saronno.
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