Pioggia
o non pioggia, Malpensa verrà circondata. La manifestazione dei sindaci ci sarà, con
tutti e 87 gli amministratori del comitato, a costo di andarci con stivali di gomma e
ombrelli. Questa la ferma intenzione degli amministratori anti-Malpensa. L'attesa per la
manifestazione di domenica cresce, anche se disturbata dal ritorno in grande stile del
maltempo.
L'ultima mossa in ordine di tempo degli amministratori locali é
stata l'invio di una lettera al presidente della commissione europea Romano Prodi. La
missiva, consegnata al Prefetto della provincia di Varese Gian Valerio Lombardi, contiene
la richiesta di un incontro e una serie di argomentazioni sulla vicenda Malpensa. I
sindaci lamentano in particolare le difficoltà che gli amministratori locali incontrano
"nel far riconoscere i diritti del territorio ai livelli istituzionali
superiori". Da qui la richiesta di un incontro. Il punto focale rimane in sostanza
sempre quello: l'aeroporto oggi é "palesemente non compatibile con il
territorio". Questa l'opinione dei sindaci.
Nella loro lettera, però, gli esponenti del comitato, lanciano
anche una preoccupazione politica. Secondo loro infatti "la questione Malpensa sta
assumendo sempre più la valenza di difesa dei principi civili e democratici, di fatto
disconosciuti, con l'attuazione di una aberrante politica del fatto compiuto che,
nell'assoluta mancanza del rispetto delle regole e dei patti, vuole imporre al territorio
una realtà che risponde solo a specifici interessi di parte (proposti per altro come di interesse
generale) e che sono in assoluto contrasto con i diritti elementari del territorio
stesso".
Molto dura la conclusione della lettera: "La vicenda Malpensa,
se non opportunamente ricondotta nei canoni di un corretto ed elementare rapporto
democratico tra istituzioni e popolazioni, rappresenterà una preoccupante degenerazione
degli stessi rapporti e ciò, oltre ad inficiare la credibilità democratica del nostro
paese, accrescerà ancora di più la sfiducia della Gente nei confronti della validità
dei principi che regolano la vita democratica".
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