Sberloni
e parole dure. Senza appello. Il malcontento dei commercianti per i nuovi insediamenti
commerciali sulla 336 diventa una vera e propria guerra. L'Ascom ha infatti diffuso un
primo commento ufficiale al voto di martedì sera, decisamente al vetriolo. L'associazione
parla di "responsabilità politiche e morali dell'Amministrazione", di
"presa in giro" nei loro confronti, e accusa la Giunta di non dire la verità
sulla grande distribuzione ma di abbandonarsi a "funamboliche contorsioni
verbali". E picchia duro sul Polo, che, sempre secondo Ascom, ascolta "solo in
campagna elettorale" e poi dimentica.Ascom é convinta
che dentro il Business park "potranno, di fatto, insediarsi, superfici commerciali di
dimensioni spaventose, vicine o superiori a quelle del centro commerciale Auchan di
Rescaldina (36.000 mq)". Se questa é la reale "inquietante intenzione...si
abbia il coraggio di dirlo apertamente". Un fuoco di fila forse senza precedenti,
quello di via Vespucci. Con anche accenni di duro sarcasmo ("Grazie. Grazie alla
classe politica gallaratese per il voto espresso in consiglio").
Ma non é finita. Perché l'assalto al palazzo si moltiplica per
due. Anche il Comitato dei commercianti del centro ha infatti voluto commentare
l'accaduto. Senza lesinare nelle accuse. Il comunicato dei negozianti parla di
"partita truccata" e di risultato già deciso prima, di "commedia e recita
teatrale", e attribuisce al consiglio comunale l'appellativo farsesco di
"allegra baraonda". Affermazioni molto gravi, per spiegare il disaccordo verso
quel 15% destinato al commercio lungo la 336. Tutte e due le associazioni, infine, fanno
cenno all'appoggio che la Lega ha dato in consiglio al documento dell'Ascom che vuole la
percentuale del commerciale ridotta al 5%. La stessa Ascom si dice contenta della
posizione delle Lega, ricorda che nulla era concordato e ribadisce che ogni presa di
posizione, presente e futura, verrà decisa solo in base ai fatti. Sulla stessa lunghezza
d'onda i commercianti del centro. Che non accettano il giudizio di alcuni esponenti del
Polo verso le mosse della Lega Nord ("squallido tentativo volto alla difesa
d'interessi particolari di pochi"). Davvero un attacco a suon di cannonate.
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