|
|
 |
| Malpensa - In 2.500 hanno sfilato per
chiedere il rispetto delle leggi sulla valutazione ambientale e sul rumore. Corteo
ordinato e civile |
| Protesta pacifica per dire no a
Malpensa |
|
Sono le 11.07 quando la banda attacca le
note di "Fratelli dItalia". I carabinieri e la polizia non battono ciglio,
ma così schierati in fila davanti alle porte di Malpensa sembra quasi che si debbano
tenere per mano, come la nazionale di calcio. E invece nulla. Le 2.500 persone davanti
alle partenze del Terminal 1 ascoltano composte, qualcuno canticchia linno, i
sindaci si sistemano la fascia tricolore. Gonfaloni, cartelli di protesta, striscioni
luccicano pacatamente nel lago dei manifestanti, come isolotti a cui oggi non approderà
nessuno scalmanato. Qualcuno cha provato ad alzare un po la voce, ma di
telecamere ce nerano meno del solito, e allora anche i presenzialisti dello
"sfondiamo le porte" se ne stanno buoni. Poi i giornalisti pascolano lontano e
allora tutti a casa davanti alle fettuccine di questa bella giornata di sole. La
forma. Il folklore locale cera tutto, come alla sfilata del santo del paese. La
banda di Golasecca in testa e larmamentario solito al seguito. Il corteo degli 87
sindaci Anti-Malpensa è partito intorno alle 10 da Vizzola Ticino ed è arrivato sul
ponte dellaerostazione dopo mezzora. Alle 11 tutti i manifestanti erano sul posto.
Cerano le bandiere di tutti i comitati. Cera qualche simbolo irridente,
qualche megafono, un po di slogan. Ma soprattutto cera la banda che ha anche
intonato la marcia funebre. "Il funerale della legalità" lhanno
ribattezzato i Sindaci. Con quelle donne col velo nero a fare da giaculanti, (sì avete
capito bene, avevano proprio il velo del lutto) e poi la bara. Infine linno
nazionale ad aprire e chiudere gli interventi dei sindaci. Scelto non a caso
("Paghiamo le tasse anche noi, siamo cittadini, siamo italiani").
La sostanza. Hanno riaffermato il diritto a una vita tranquilla e hanno chiesto
il rispetto delle leggi ambientali dello Stato. Vogliono un tavolo istituzionale che
decida il dà farsi contro una "politica aberrante del fatto compiuto". In una
parola, vogliono democrazia. Lombardi e piemontesi per la prima volta insieme dunque.
Erano 2.500 secondo la questura. Diciamo la verità. Meno del previsto. Ma con delle
richieste abbastanza chiare. Ricordiamole: Stop ai voli notturni, no al progetto Cargo
city, volumi di traffico a 12mila passeggeri lanno, Valutazione di impatto
ambientale. Da questo punto di vista tutto è filato liscio. Il fronte dei Sindaci è
stato compatto (solo una defezione, si dice, Albizzate). Il corteo è stato civile e
pacifico. Sul palco sono saliti tre relatori. Francesco Viale, sindaco di Castelletto
Ticino, ha chiesto al Ministro dei trasporti di essere coerente con le leggi dello stato
(accenno alla V.i.a.) e ha invocato lintervento del Ministro dellambiente
Bordon. Gianluca Giarola, sindaco di Jerago con Orago, non è stato da meno ("qui
siamo in un regime ha detto e noi siamo venuti a chiedere silenzio e aria
pulita"). Ha preso la parola anche il consigliere regionale piemontese Cesare
Maurizio Valvo, in rappresentanza del presidente della Regione Enzo Ghigo. Valvo ha letto
un ordine del giorno votato martedì in consiglio che boccia il recente studio sul rumore
di Malpensa (che enuncerebbe dati meno allarmanti del previsto), ritenuto inattendibile a
causa delle imprecisioni nel modulo di valutazione. Un discorso che dà forza alle
preoccupazioni dei Sindaci, ma che è stato fischiato da una minoranza di manifestanti.
Forse perché pronunciato da un esponente di Alleanza Nazionale.
|
Roberto
Rotondo.
|

|
Torna all'inizio
dell'articolo |
|
 |
 |
|