Gianfranco
Piran, titolare dell'omonima macelleria, nonché fiduciario dell'associazione macellai per
la zona di Busto Arsizio e probabilmente prossimo presidente dell'Associazione provinciale
macellai, più che del morbo della mucca pazza è preoccupato della disinformazione.
«Il mondo scientifico - dice Piran- non ha spiegato bene la situazione. Non ha spiegato
ad esempio l'importanza dell'età della bestia macellata, se prima o dopo i ventiquattro
mesi, periodo di incubazione dell'embrione. Pertanto nei vitelli e nelle bestie giovani il
problema non sussisterebbe». Gianfranco Piran insiste
sulla provenienza e sulla certificazione delle carni. Lui sulle sue bestie sarebbe pronto
a giurare e c'è chi dice che è anche pronto a fornire la fotografia di tutti i manzi e i
vitelli macellati, uno per uno. «Io ho la cedola di tutte le bestie che compro.
Età, provenienza, passaggi di proprietà e alimentazione. Il problema è che gli organi
periferici del Ministero dell'Agricoltura non controllano, perché non esistono. Poi io so
quanto costa una bestia e quanto costa una sana alimentazione e pertanto i miei prezzi
sono giustificati. Quando invece si va in giro e si trova la carne a certi prezzi, la
gente dovrebbe farsi delle domande ».
Novità
anche per gli aspiranti macellai. "L'Armani della
cotoletta", soprannome dovuto al costo della fettina non proprio a buon mercato,
domenica sarà a Bastia Umbra dove parteciperà all'inaugurazione della scuola di
formazione per macellai, finanziata dalla Comunità Europea e fortemente voluta
dalla Federcarni. «Qaundo si va dal macellaio, questi deve essere in grado di dare delle
risposte al cliente e sulla carne e sul come cucinarla. Non escludo, anzi è probabile -
conclude Piran - che, in qualità di presidente, una delle mie prime iniziative sarà
quella di attivare nella nostra provincia un corso di formazione per macellai».
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