| E' stata identificata la donna trovata
morta in una zona boschiva di Rescaldina. Si chiamava Cristina Calvani, 37 anni, e abitava
a Gorla Minore, in via Vittorio Veneto 96. La vittima era stata uccisa con un colpo al
volto esploso a bruciapelo nella notte tra sabato e domenica. Addosso non aveva documenti.
Secondo il medico legale, la morte risalirebbe alle 3 o
alle 4 del mattino. La morte della donna si tinge di giallo. Non si è a conoscenza di elementi che possano ricondurre
all'assassino. Quest'ultimo, prima di fuggire, dopo l'omicidio, ha probabilmente sottratto
i documenti d'identificazione, per ritardare le indagini. All'inizio gli inquirenti
avevano pensato potesse trattarsi di una prostituta, visto il luogo nel quale era stato
ritrovato il cadavere. Ma dopo qualche ora questa ipotesi cadeva, grazie anche al fatto
che la donna indossava una semplice tuta e un giaccone-piumino.
Sulle frequentazioni di Caterina Calvani non si sa
granché. Da due anni viveva da sola nel suo appartamento di
Gorla. Era poco conosciuta in paese. Proprio due anni fa si era separata dal marito che
nonostante questo l'aveva aiutata a trovare un impiego nell'azienda di elettrodomestici
per alberghi di Milano in cui lavorava. Svolgeva un incarico da rappresentante. I due
comunque non avevano avuto figli e lei, dopo la separazione dal marito, non si era più
legata stabilmente a un compagno.
La notizia dell'omicidio é stata accolta con stupore a Gorla
Minore. Il sindaco, Bruno Nicola, si dichiara colpito ma non riesce a dare un volto alla
vittima. Così anche il parroco e alcuni degli abitanti della zona nella quale viveva
Cristina Calvani. Un coro unanime si ripete tra le vie del paese: chi era quella donna? E'
quello che ora cercheranno di capire anche gli inquirenti. Che in questo momento stanno
cercando di rintracciare il marito che si trova all'estero e verso cui, va detto, non c'é
alcun tipo di provvedimento.
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